Professione Videogame
Ecco i giochi creati dagli studenti del Politecnico di Milano
05 febbraio, 18:54Trascorrere ore intere davanti ai videogiochi non è' sempre una perdita di tempo: è infatti possibile trasformare questa passione in una vera e propria professione. Lo stanno facendo gli studenti del Politecnico di Milano, che al termine del corso di 'Videogame design and programming' hanno mostrato al pubblico i videogiochi nati dalla loro creatività e sviluppati grazie a tre mesi di intenso lavoro di squadra.
Sono sette le demo che hanno presentato per stuzzicare la fantasia dei giocatori: 'Freezy the Cool Cube', con le avventure del cubetto di ghiaccio che si trasforma in acqua e vapore; 'Frenzied Rampage'', per sparare alle note a ritmo di musica; 'Metereopathy', con il bambino capace di superare le sfide comandando il meteo; 'Prism', il cui protagonista esce da un labirinto sfruttando le proprieta' dei colori del prisma; 'Solar Journey', in cui un piccolo alieno viaggia tra pianeti e galassie alla ricerca dei pezzi mancanti della sua astronave; 'The Reason', in cui il giocatore aiuta il bambino protagonista a sconfiggere i mostri che simboleggiano le sue paure; infine 'Yon Effect', in cui uno scienziato scappa dall'organizzazione militare che lo ha rapito, sfruttando i poteri della sua stessa macchina del tempo.
Dietro ogni videogioco c'è un'idea originale, che viene sviluppata con un faticoso lavoro di gruppo di molti professionisti, come spiega Pier Luca Lanzi, docente di Videogame design and programming al Politecnico.
''Per creare un videogioco bisogna curare molti aspetti, come la trama, la colonna sonora, la grafica, la programmazione e l'intelligenza artificiale. Per questo servono sia programmatori, che si occupano della parte piu' informatica, sia designer, per la grafica, la musica e gli effetti speciali''.
Gli stessi studenti impegnati sui banchi del Politecnico hanno sviluppato i loro videogame grazie al lavoro di squadra, ''ed hanno potuto chiedere la collaborazione di artisti, musicisti e designer professionisti esterni al Politecnico per completare il lavoro''.
In tre mesi hanno ripercorso tutte le tappe fondamentali che scandiscono la 'gestazione' di un videogame: la 'caccia' all'idea, la stesura della trama, la preparazione del piano di lavoro e lo sviluppo. ''Quest'ultima fase non procede sempre in maniera lineare, a volte ci si trova davanti a un bivio, a una difficoltà, e bisogna tornare indietro per ripensare alcune parti del progetto'', aggiunge Lanzi. Ai ragazzi ci sono voluti tre mesi per produrre una demo della durata di 20 minuti, ma nella realtà lo sviluppo di un videogioco puo' richiedere anche una decina di anni.





















