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Motore dell’espansione dell’universo

04 giugno, 16:24
Rappresentazione artistica di energia oscura e gravità (fonte: NASA/JPL-Caltech) Rappresentazione artistica di energia oscura e gravità (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Secondo le attuali teorie cosmologiche l’energia oscura è la componente più abbondante nell’universo. Lo occuperebbe infatti per il 72,2%, mentre il 26,8% sarebbe costituito dalla materia oscura e appena il 4,9% dalla materia visibile, secondo i dati forniti nel 2013 dal satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Prima dei dati di Planck si pensava che l’energia oscura occupasse il 68,3% del cosmo, la materia oscura il 22,7% e la materia ordinari il 4,5%.

L’ipotesi dell’energia oscura è la più accettata dalla comunità scientifica perché riesce a spiegare l’espansione dell’universo prevista dal modello standard della cosmologia. Il termine “energia oscura” è stato coniato nel 1998 dal cosmologo Michael Turner, ma il primo a prevedere questo fenomeno era stato Albert Einstein nel 1916. Come tutti i suoi contemporanei, Einstein era inizialmente convinto che l'universo fosse statico e quando la sua stessa teoria della relatività generale gli indico' che l'universo si espande, si vide costretto a introdurre una variabile, che chiamò “costante cosmologica”. Grazie ad essa era possibile riportare l'universo ad una calma immutabile.

Tuttavia nel 1929 Edwin Hubble dimostrò che le galassie si allontanano progressivamente e che l’universo non è statico, ma si espande costantemente. A quel punto Einstein non potè che definire la costante cosmologica come ''il più grande errore'' della sua vita. A dimostrare che non avevano torto né Einstein né Hubble ci ha pensato il fisico Richard FeynmanL secondo il quale nel vuoto è presente una forma di energia che esercita un’azione antigravitazionale e che fa accelerare l’espansione dell’universo.

Le prime conferme sono arrivate a partire dagli anni ’90 in seguito all’osservazione delle supernovae del tipo IA, vere e proprie “pietre miliari” del cosmo: sono i punti di riferimento utilizzati per calcolare le distante nell’universo ed hanno permesso di dimostrare la validità della teoria dell’espansione dell’universo formulata da Hubble Da allora ogni conferma che l’universo è piatto e si espande costantemente hanno rappresentato più o meno esplicitamente anche conferme dell’ipotesi dell’energia oscura.
E’ accaduto, per esempio, con l’esperimento italiano Boomerang che, nel 1998 e nel 2003 ha dimostrato l'assenza di curvatura dell'universo e ha fornito la stima più accurata della densità totale di massa ed energia nell’universo. cosmo. Dati importantissimi sono arrivati anche dal satellite della Nasa Wmap (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe), lanciato nel 2001 e che nei suoi 9 anni di attività ha dato alla cosmologia un contributo senza precedenti.
Recentemente alcune misure geometriche condotte su oggetti molto lontani, come galassie e ammassi di galassie, hanno fornito ulteriori conferme che l'universo e' piatto e che l’energia oscura sarebbe effettivamente il motore che lo fa espandere. Tra queste, quelle condotte nel 2010 sulla base dei dati forniti dal telescopio spaziale Hubble.

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