Teatro: Quasi Grazia, lunghi applausi e sold-out a Cagliari

Michela Murgia interpreta Deledda su testo di Marcello Fois

di Maria Grazia Marilotti

CAGLIARI - Dopo la calorosa accoglienza e il sold out all'Eliseo di Nuoro, lo spettacolo Quasi Grazia conquista anche il pubblico cagliaritano. Cinque minuti di applausi scroscianti e tutto esaurito ieri sera al Teatro Massimo per la pièce che offre un affascinante sguardo sulla vita di Grazia Deledda, la donna che sfidò pregiudizi e cultura del tempo per seguire la sua vocazione, passione per la scrittura e il suo destino che la porterà addirittura a vincere il premio Nobel.
Prodotto da Sardegna Teatro, scritto da Marcello Fois e diretto da Veronica Cruciani, lo spettacolo - come suggerito dallo stesso Fois - è interpretato dalla scrittrice Michela Murgia, alla sua prima prova a teatro, nelle vesti di Grazia Deledda. "Michela Murgia é salita sul palco con molti timori e si è generosamente affidata alla regista e a noi attori. Si é messa nelle nostre mani e si è lasciata guidare anima e corpo.
Sempre in ascolto, con grande umiltà ci ha messo del suo.
Passione, capacità persuasiva e comunicativa, si é calata nel personaggio lasciando stare i tecnicismi e lo ha reso credibile, vero", commenta all'ANSA Lia Careddu, anima storica del Teatro di Sardegna e che nella pièce incarna magistralmente lo spessore e la forza dell'altra figura femminile, la madre.
Libera e emancipata l'una, ancorata alle tradizioni, alla terra, alla conservazione, l'altra. Due poli opposti di uguale forza. Grande successo anche la sera precedente con l'anteprima per gli studenti a cui ha fatto seguito un coinvolgente dibattito.
Sabato 22 e domenica 23 si replica; poi parte il tour italiano che toccherà il 3 e 4 novembre Firenze (Teatro Puccini) e dopo aver fatto tappa in altri sette centri si concluderà al Teatro Remondini di Bassano il 16 aprile 2018.
Nel "romanzo in forma di teatro" di Marcello Fois da cui è tratta la pièce, viene rievocata la figura di Grazia Deledda scandita in tre momenti significativi: 1900, il viaggio da Nuoro a Roma in una sera di temporale e con il mare brutto; 1926, Stoccolma, il Nobel; l'esito delle radiografie che ne decretano il male incurabile. Applausi da parte del pubblico per l'azzeccato cast. Accanto alle figure femminili, Marco Brinzi nei panni del devoto marito Palmiro Madesani e Valentino Mannias (Premio Hystrio alla vocazione 2015) che, chiamato a interpretare più ruoli - il fratello Andrea, Ragnar, giornalista svedese e Stanislao, tecnico di radiologia - mette in luce il suo talento versatile ed eclettico.

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