Sardegna teatro: Michela Murgia e la sua Deledda, sold out

Successo a Nuoro per Quasi Grazia. Carroni, grande prova teatrale

di Maria Grazia Marilotti

NUORO - Nuoro accoglie con applausi scroscianti Quasi Grazia. Sold out ieri sera al Teatro Eliseo per il debutto nazionale dello spettacolo sulla vita di Grazia Deledda, interpretata da Michela Murgia, in scena con Lia Careddu, Valentino Mannias, Marco Brinzi, Giaime Mannias, con il testo di Marcello Fois e la regia di Veronica Cruciani. Quasi Grazia è il secondo appuntamento della ricca stagione di Sardegna Teatro. Si replica questa sera 28 e poi altre due date straordinarie, sabato 30 e domenica 1 ottobre.

La pièce arriverà anche a Cagliari per altre tre date, il 20, 21, 22 ottobre al Teatro Massimo, e poi in altri teatri italiani. In sala tra il numeroso pubblico anche Giovanni Carroni, attore e regista nuorese, direttore artistico della compagnia Bocheteatro, importante realtà culturale che quest'anno spegne le sue prime trenta candeline. "La città è in fermento, è in palese eccitazione per il debutto all'Eliseo di questo spettacolo - ha detto all'ANSA - Non bastano due giorni di replica, il teatro è occupato in ogni ordine di posti. In una congiunzione artistica straordinaria e unica, la città abbraccia la nostra Grazia Deledda, nel giorno del suo compleanno, grazie allo scrittore nuorese Marcello Fois e a Michela Murgia, anch'essa scrittrice ma in questo spettacolo grande attrice protagonista. I nostri restituiscono ai nuoresi e alla Sardegna, insieme agli attori Lia Careddu, Valentino Mannias, Marco Brinzi, Giaime Mannias e alla regia di Veronica Cruciani, la scrittrice nuorese in carne ed ossa, con tutta la sua genialità, l'umiltà, la riservatezza, l'umanità".

"Michela Murgia - sottolinea ancora Carroni - attrice esordiente, interpreta con naturalezza sorprendente una Deledda non accademica, intensa, senza vezzi, misurata, rigorosa. Gli applausi calorosi prolungati hanno abbracciato letteralmente gli attori e la Deledda nel finale. Un finale che non può non commuovere, nel momento in cui la scrittrice, già in metastasi per un tumore al seno, chiede a Madesani, una volta morta, di riportarla alla sua Nuoro, alla sua Sardegna, la stessa che l'ha osteggiata, derisa, mortificata in vita. Quale gesto più grande di affetto e di amore, di insegnamento di civiltà ed educazione poteva lasciare alla sua gente, se non questo. Questa estate - rievoca il regista - ho incontrato Michela Murgia che aveva appena finito le prove, l'ho accompagnata in albergo, era stravolta dalla fatica. E da buon nuorese, con grande rispetto e riservatezza, evitai di chiedere delle prove e dello spettacolo.

Capivo l'enorme fatica e la gioia sofferente per quella prova d'attrice che Michela stava affrontando, per la prima volta nella sua vita, con coraggio e abnegazione, ma anche con tanto amore, lo stesso che traspare dalla sua interpretazione in scena. Una seconda volta ci siamo incontrati all'Eliseo, dopo la prima prova aperta al pubblico a fine agosto. Mi guardò sudata, e ancora tremante dall'emozione, e mi disse 'Te lo prometto Giovanni, questa sarà l'ultima mia incursione nel teatro'. Due aneddoti - spiega Carroni - che mi danno la misura del grandissimo rispetto e umiltà di Michela nei confronti del teatro, e del grande lavoro svolto per interpretare al meglio il ruolo di un personaggio così affascinante, ma allo stesso tempo così 'ingombrante', come la nostra prima donna italiana insignita del Nobel per la letteratura, musa e mamma di tutti gli scrittori sardi".

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