Albergo Diffuso, luoghi di accoglienza nel cuore dei borghi

Dodici realtà in Sardegna, ora hanno un catalogo tutto per loro

(Di Maria Grazia Marilotti)

Una casa-museo, un biovillaggio, una enoteca-cantina, ancora bio architetture rurali con i mattoni crudi di fango e paglia, dimore patrizie e 'pinnettas', le capanne degli ovili sardi. Sono solo alcuni degli edifici carichi di storia e fascino, restaurati, resi confortevoli e trasformati in accoglienti Alberghi Diffusi. Una rete di case pre-esistenti, vicinissime tra loro, in grado di offrire tutti i servizi alberghieri, dall'assistenza alla ristorazione, al riassetto quotidiano delle camere.

Un modello innovativo di ospitalità e di fare impresa e uno strumento in più per lo sviluppo sostenibile dei borghi in luoghi affascinanti dal punto di vista naturalistico, paesaggistico e ricchi di testimonianze del passato. Ora questi gioielli dell'ospitalità hanno un catalogo a loro dedicato. Il progetto editoriale è coordinato da Remigio Sequi, liquidatore del Patto territoriale di Oristano (PTO). Un percorso che descrive le strutture e dà voce e volto alle persone che le animano. L'ospite viene accolto dai luoghi arredati con gusto e ricercatezza e dal sorriso, la cordialità e la professionalità dei gestori. Il PTO, società in liquidazione dal 2015, ha messo a punto un piano per promuovere queste tipologia di ospitalità. La brochure "Alberghi Diffusi Sardegna" è parte integrante degli atti del convegno nazionale omonimo in programma a Cabras il 24 giugno, realizzato con l'intervento 3.2 "Promozione dell'Albergo Diffuso", del Programma Aggiuntivo 2015-2016, finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In tutta la Sardegna, prima regione che ha regolato l'albergo diffuso, se ne contano 12, la maggior parte nell'oristanese, Santu Lussurgiu, Tresnuraghes, Baressa, Cabras, Bosa, poi Orosei (Nuoro), Siniscola (Nuoro), Orroli (Cagliari) e Sadali (Cagliari). Sono il frutto di una scelta intelligente dei proprietari che hanno dato nuova vita e ruolo a queste testimonianze architettoniche della cultura passata della comunità, spesso sopravvissute all'oblio o alla cementificazione. Si chiamano Àghinas, Antica Dimora del Gruccione, Aquae Sinis, Corte Fiorita, Il Mandorlo, Maison Tresnuraghes, Mannois, Monte Granatico, Omu Axiu, Sardinna Antiga, Villa Asfodeli. Questi nomi dal fascino misterioso ed esotico tracciano una Sardegna da godere tra il fascino delle vecchie architetture e i comfort moderni, cordialità e contatto umano.

All'interno di queste strutture si respira un'atmosfera di casa, dove poter assaporare clima, cultura e l'anima dei luoghi e di chi li ha abitati e li abita ancora. "Persone oltre le case" è lo slogan coniato dall'assessore regionale al Turismo Francesco Morandi in occasione del workshop organizzato il mese scorso dal Patto territoriale. "Il PTO ha realizzato per il convegno nazionale uno strumento editoriale che riunisce, per la prima volta, gli Alberghi diffusi della Sardegna - sottolinea Remigio Sequi - e restituisce un primo documento di informazione e comunicazione che dà conto della realtà esistente di questa offerta di eccellenza che privilegia il territorio di Oristano".

SARDEGNA MODELLO DA ESPORTARE - La Sardegna è un modello da esportare. Per prima si è data le norme e ancora oggi difende questa formula ricettiva originale. E' emerso nel convegno a Cabras sul tema "Albergo Diffuso Sardegna" organizzato da PTO in collaborazione con l'associazione nazionale Alberghi Diffusi e la partecipazione della Provincia di Oristano.

Un momento di confronto tra operatori, esperti e istituzioni per rilanciare e rafforzare la rete regionale e nazionale e conquistare con questo prodotto innovativo nuovi e importanti mercati. "Persone oltre le case", lo slogan coniato dall'assessore regionale al Turismo Francesco Morandi esprime la filosofia di questa tipologia di ospitalità turistica più sviluppata in Sardegna con le sue 14 strutture, ora riunite per la prima volta in un catalogo realizzato dal PTO. In Italia se ne contano un centinaio.

"Servono regole chiare e uniformi a livello nazionale per definire meglio questo modello, molto richiesto da chi cerca una vacanza ricca di emozioni e a contatto con la cultura e tradizioni del luoghi - ha sottolineato l'esponente della Giunta Pigliaru - Un modello tipicamente italiano, una idea di marketing turistico vincente che regala agli ospiti esperienze di viaggio uniche a contatto con le comunità e le persone che abitano i luoghi". La Sardegna ha fatto da apripista, la maggior parte degli Alberghi Diffusi sono concentrati nell'oristanese.

"L'Albergo diffuso - ha spiegato Giancarlo Dall'Ara, presidente dell'onomina associazione nazionale - è una forma di accoglienza originale e autentica, non una rete di case, ma un vero e proprio albergo orizzontale situato nei centri storici, con camere ricavate da edifici restaurati e dotate di tutti i comfort e a non più di 200 metri di distanza l'una dall'altra e dal corpo centrale dove è localizzata la location". Le conclusioni sono state affidate alla consigliera per il turismo sostenibile del Mibact Ottavia Ricci.

"La Sardegna ha anticipato quello che sempre più si profila come lo sviluppo del turismo in Italia - ha evidenziato - l'Albergo diffuso é un prodotto turistico vincente sul piano della destagionalizzazione e della sostenibilità, ancora creatività, tutela e valorizzazione del patrimonio dei territori, armonia tra attività imprenditoriale e ambiente. L'isola é la regione che ha più strutture legate a questa tipologia di ospitalità, sintomatico di una sensibilità verso i temi di autenticità, identità e turismo esperienziale".

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