Sul treno a vapore con carrozze d'epoca

"Sardegnavapore" propone itinerari nel Sulcis Iglesiente

Ha quasi un secolo di vita ma sfreccia ancora con efficienza sulle rotaie. Il treno storico a vapore è pronto per un nuovo viaggio alla riscoperta dei siti minerari e archeologici di Carbonia e Narcao, nel Sulcis Iglesiente. Lo propone per il 28 maggio l'Associazione sarda treni storici "Sardegnavapore" in collaborazione con la Fondazione FS Italiane. Un'esperienza unica: la vaporiera infatti è l'unico esemplare rimasto nell'Isola dopo la dismissione, con l'avvento del diesel, delle motrici a vapore.

La locomotiva 740 423 è stata salvata dalla fiamma ossidrica grazie a un gruppo di volontari appassionati del vapore che nel 2000 hanno pensato di dare vita all'associazione per promuovere, valorizzare e mantenere vivo il patrimonio e la memoria storica delle Ferrovie in Sardegna. Grazie alla collaborazione di Trenitalia sono state recuperate anche due carrozze storiche del 1909 e 1910, le famose "Centoporte", oltre ad un bagagliaio degli anni '30.

La comitiva con 150 persone raggiungerà la città mineraria: circa la metà dei viaggiatori visiterà la Grande Miniera di Serbariu di Carbonia, dopo aver assistito alla "giratura della locomotiva nella Stella", particolare sistema di binari che permette di invertire il senso di marcia. Un secondo gruppo toccherà invece Narcao per la visita alla Miniera di Rosas. I due gruppi si riuniranno per il pranzo a Narcao per poi visitare assieme il Tempio della Dea Demetra e il proto nuraghe di Monte Atzei.

Il primo fischio del macchinista risale al 2006 e da allora il treno raggiunge diverse destinazioni: le miniere del Sulcis Iglesiente, Sant'Antioco, San Gavino, Sanluri, Barumini, Macomer e Golfo Aranci. Gruppi di inglesi, tedeschi e svizzeri ogni anno prenotano il viaggio con la locomotiva a vapore per vederla ancora sbuffare lungo i tornanti. "Procede spavalda e fiera nelle pianure ed è costretta a rallentare un pò nelle salite, per poi riprendere la corsa una volta superato il culmine - racconta Marino Piu, consigliere dell'associazione - lungo linea contadini e pastori salutano il treno e gli appassionati lo seguono in macchina per fotografarlo. Il fischio prolungato del macchinista risuona nelle vallate quasi a rispondere al saluto".
   

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