Air Italy, in arrivo licenziamenti

Società, liquidiamo ma pronti a sostegno reddito

di Roberta Celot

La procedura di licenziamento per i 1.450 dipendenti di Air Italy è scattata. Le prime lettere partiranno nelle prossime settimane e toccheranno, presumibilmente, gli assistenti di volo e i piloti, visto il fermo degli aeromobili in atto sin dal primo giorno della messa in liquidazione in bonis della società. Verranno pagati il preavviso e le eventuali spettanze arretrate, poi tutti a casa. Non ci saranno ammortizzatori sociali, l'unico sostegno arriverà dalla Naspi.

Air Italy si affretta a precisare che per il momento non è stata inviata alcuna lettera. Ma chi era presente alla call conference di questa mattina tra Olbia e Malpensa con i liquidatori e i dirigenti aziendali racconta di uno showdown confermato e dell'annuncio dell'invio delle lettere nelle prossime settimane. L'iter sulla liquidazione, fissato dal codice civile, prevede 75 giorni di tempo - si arriva quindi a maggio - per dare corso al licenziamento collettivo.

Nel frattempo, fa sapere Air Italy nella sua nota ufficiale, la società si è impegnata ad esplorare la strada della cessione del ramo d'azienda per cercare di salvaguardare il più possibile i lavoratori. Confermando "l'intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa". Per ora, però, di compratori neanche l'ombra. L'ipotesi di un salvataggio della Regione Sardegna attraverso la sua finanziaria Sfirs rimane in campo, ma incontra già le prime resistenze: "come fa - si chiedono i detrattori - una società a partecipazione pubblica a reggere in un mercato globale, competere con i privati, fare utili e non perdite constanti da ripianare ogni anno sottraendo denaro pubblico allo sviluppo?".

I sindacati sono già pronti a dare battaglia. "Ancora non è arrivata alcuna lettera. Ma arriverà non appena i liquidatori definiranno il percorso con i dirigenti aziendali - spiega il segretario della Filt Cigl regionale Arnaldo Boeddu - Non c'è alcuna intenzione della proprietà di fare alcunché: adesso occorre evitare che partano le prime lettere, non bisogna arrendersi nè fermarsi: vanno continuati presidi e assemblee, fino a quando non avremo risposte in questo senso".

L'accelerazione della crisi di Air Italy, insieme alla vertenza Alitalia e all'annullamento dei finanziamenti al fondo di solidarietà del comparto, hanno convinto le sigle nazionali di categoria a proclamare lo sciopero generale per martedì 25 febbraio. Le braccia rimarranno incrociate per 24 ore. Il Governo non sta alla finestra. La ministra Paola De Micheli ha convocato al Mit i sindacati e le regioni Sardegna e Lombardia per giovedì 20, annunciando che sempre per la prossima settimana sono in fase di preparazione incontri con la proprietà. Ed è di oggi una lettera ai liquidatori della stessa titolare dei Trasporti in cui si formalizza "l'urgente richiesta di cambio della procedura, dal momento che la liquidazione danneggia pesantemente i lavoratori e la possibilità di garantire il trasporto aereo sulla Sardegna".

E mentre la Regione Sardegna chiede ai liquidatori lo stop ai licenziamenti, la Gallura si mobilita a sostegno dei lavoratori. Domenica 16 flash mob e corteo di cittadini sino all'aeroporto Costa Smeralda. Il tam tam che gira sui social invita tutti ad essere vestiti di scuro, quasi a lutto, e a portare un trolley appresso o uno zaino in spalla: campane a morto per un territorio che perde l'ennesima azienda.

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA


        Vai al Canale: ANSA2030
        Vai alla rubrica: Pianeta Camere



        Modifica consenso Cookie