Invasione cavallette: siamo sul lastrico

Campi di foraggio devastati, manca il cibo per il bestiame

Un'invasione biblica di cavallette come non si vedeva dal dopoguerra sta devastando le campagne del nuorese. L'epicentro si trova nei territori comunali di Ottana, Bolotana, Orani e Orotelli, ma la riproduzione dell'insetto, che si sta propagando alla velocità della luce divorando tutte le colture che incontra lungo il suo cammino, durerà almeno fino ad agosto. In ginocchio le aziende agricole e zootecniche del territorio: dai primi di maggio, quando è iniziata l'offensiva, circa 2mila ettari di terreno sono diventati un tappeto di cavallette. Per ora le imprese colpite sono una ventina, ma sono destinate ad aumentare giorno dopo giorno.

"Non ho mai visto niente del genere in 53 anni di vita - racconta all'ANSA Luigi Puggioni, allevatore di Orotelli - tutto il lavoro fatto per coltivare il foraggio destinato alle mie 60 vacche e 200 pecore è annullato perché le cavallette stanno divorando tutto: siamo davvero sul lastrico. Saremo costretti a partire alla volta del Campidano per comprare il foraggio, con un danno economico enorme: tra costi della materia prima e di viaggio ci vorranno circa 2mila euro ogni volta".

Una nuova emergenza dopo il crollo del prezzo del latte e i danni del maltempo. "Ora dobbiamo pure fare i conti con le cavallette - attacca Pasqualino Puggioni, allevatore di Bolotana - Per mantenere i miei 1.000 capi ovini dovrò sborsare parecchio denaro per l'acquisto del foraggio. Ci siamo rivolti alla Coldiretti, ma ci dicono che per questa stagione non si può fare molto, se non lavorare con la prevenzione per il prossimo anno. Non ci resta che appellarci alla Regione per cercare di ottenere da subito almeno una parte degli indennizzi per i danni che stiamo subendo".

COLDIRETTI, STAGIONE COMPROMESSA. Coldiretti in campo per supportare gli allevatori del Nuorese colpiti da una eccezionale invasione di cavallette. "Siamo stati avvisati circa una settimana fa, quando il fenomeno, purtroppo, era già in fase molto avanzata - spiega all'ANSA Leonardo Salis, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra - Quando siamo arrivati nei territori di Bolotana Ottana Orotelli e Orani abbiamo trovato un tappeto di cavallette: compromessi tutti i pascoli e le provviste di foraggio per l'autunno. Noi ci stiamo muovendo, ma le uniche soluzioni sono intervenire presso La Regione, la Provincia e i Comuni per avviare la prevenzione per il prossimo anno e per ottenere quanto prima gli indennizzi". "Dopo aver parlato con gli esperti dell'Università di Sassari l'unica cosa da fare - annuncia Salis - è quella di arare i terreni incolti, così si evita la deposizione delle uova e una nuova riproduzione per l'anno prossimo. Per questa stagione, invece, siamo ormai in ritardo. L'invasione andrà avanti ancora a giugno e luglio, la conta dei danni la faremo ad agosto quando le cavallette moriranno. Da queste parti siamo sempre in emergenza e questa ci sta dando il colpo di grazia", ammonisce il presidente di Coldiretti.

COMITATO DISINFESTORI, RIVEDERE CAMPAGNA LOTTA. "La Sardegna è quasi in ginocchio per le infestazioni che si stanno presentando con le prime temperature alte di stagione. Va evidenziato che alcuni insetti ormai si sono adattati al clima della regione e le alte temperature anche nei mesi che dovrebbero essere più freddi, hanno fatto sì che diversi insetti molesti ci siano dodici mesi all'anno. Per questo, come ad esempio l'antilarvale per la lotta alle zanzare, va effettuata tutto l'anno. E che dire dell'infestazione delle cavallette di questi giorni". E' quanto sostiene il Comitato Disinfestatori dei Centri Antinsetti della Sardegna, secondo il quale occorre "rivedere la campagna di lotta agli insetti e roditori dannosi per le piante, gli animali e l'uomo".

"In Sardegna esistono i Centri provinciali Antinsetti (ex Crai), che sono passati negli ultimi 15 anni da circa 600 unità lavorative in tutta la Regione a 80 dipendenti totali provinciali. Serve un coordinamento regionale e nuove assunzioni, non c'è dubbio. Le diverse normative nazionali e i diversi blocchi nelle finanziarie hanno impedito le assunzioni negli enti locali, per questo oggi si trovano sotto organico. Serve immediatamente un coordinamento unico regionale per programmare la prevenzione, il controllo e la lotta in tutta la regione. Un'unica regia - sostiene il Comitato - permette di effettuare una prevenzione mirata e una razionalizzazione della spesa, sia sotto il profilo degli acquisti che sotto il profilo delle spese del personale. Il Comitato dei disinfestatori sardi, dipendenti dei Centri Antinsetti, tramite il portavoce Luca Locci, ha portato nei giorni scorsi all'attenzione della Commissione Lavoro in Consiglio regionale le problematiche relative alla gestione parcellizzata nella regione del Servizio di lotta e prevenzione, e chiesto che il servizio venisse riportato sotto una regia unica della regione affinché le campagne di controllo e prevenzione si avviino nello stesso periodo in tutto il territorio regionale fatti salvo i criteri ambientali.

ESPERTO, INVASIONE GRAVE MA CIRCOSCRITTA. "L'invasione andrà avanti fino ad agosto quando le cavallette moriranno, ma non si prevede un fenomeno su larga scala come è successo in Sardegna negli anni del dopoguerra". Il professor Ignazio Floris, entomologo della facoltà di Agraria dell'Università di Sassari, tranquillizza così i cittadini ma soprattutto gli agricoltori e allevatori di quattro comuni del Nuorese colpiti dall'ennesima emergenza. "Queste cavallette, chiamate volgarmente Cavallette Crociate o Locuste del Marocco, hanno un loro ciclo biologico - spiega all'ANSA l'esperto - nascono ad aprile e muoiono ai primi di agosto. Rispetto all'offensiva del dopoguerra e dei secoli scorsi, quando l'infestazione riguardava centinaia di migliaia di ettari nell'Isola, le cose sono cambiate perché nel tempo sono stati introdotti degli antagonisti che impediscono la propagazione. Si tratta di insetti nemici delle cavallette, ovvero fattori di limitazione naturale di questo fenomeno. Questo ci consente di non fare interventi chimici su larga scala come è stato fatto in passato, evitando così effetti collaterali sull'ambiente e sugli animali".

Certo la situazione nel Nuorese, conferma il docente, "è preoccupante e per evitare infestazioni future si deve intervenire da subito con la prevenzione. Vedere tappeti di cavallette nei territori dei quattro paesi colpiti fa impressione: ora c'è la manifestazione più eclatante con lo stadio adulto dell'insetto e si può fare ben poco per arginare il fenomeno. Ciò che si può fare - ribadisce Floris - è intervenire per scongiurare recidive il prossimo anno: arando i terreni incolti e abbandonati che sono zeppi di uova si può agire sulla prevenzione, ovvero con il monitoraggio delle aree a rischio in modo da individuare precocemente l'inizio dell'infestazione e agire chimicamente sui primi focolai. Questo si potrà fare nella primavera del 2020 con prodotti mirati, registrati e approvati dal Ministero per la Salute. Solo così si può stroncare sul nascere una nuova infestazione".

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