M5S, stop a lista sindaco Cagliari

Fonti, in capoluogo sardo non sarà presentato nessuno

di Roberto Murgia

Un post antiabortista ("chiamare l'aborto un diritto della donna è come chiamare la lapidazione un diritto dell'uomo") e uno contro le unioni civili gay ("non possono essere ritenute omogenee al matrimonio") sono costati al cardiochirurgo Alessandro Murenu la candidatura a sindaco di Cagliari per le comunali del 16 giugno. Oggi il Movimento Cinquestelle ha revocato la certificazione della sua lista: "siamo lontani anni luce dalle posizioni espresse al congresso di Verona, quindi prendiamo le distanze", spiegano i vertici pentastellati. Decisione non casuale in giorni come questi di avvicinamento alle Europee, con il capo politico Luigi Di Maio che non perde occasione per manifestare la "diversità" del mondo cinquestelle rispetto alle posizioni del coinquilino al governo Matteo Salvini e della destra in genere. La polemica sulle esternazioni social di Murenu infuria da ieri, tanto che il candidato silurato ha prima eliminato il suo profilo Facebook e poi ha cercato di giustificarsi: "La legge 194 non si tocca, così come non si torna indietro sui diritti delle persone omosessuali - ha scritto in una nota diffusa in serata quando i social si erano già scatenati - la mia vita professionale e familiare testimonia questi valori, anche a difesa dei diritti dei migranti, ma prendo atto che con l'apertura della campagna elettorale si è messa in moto anche la macchina del fango".

Ma non è bastato. Prima lo staff ha rimosso la lista di Cagliari dall'elenco pubblicato nella sezione Open Comuni del blog delle stelle, e oggi ha ufficializzato la decisione sostenendo che "ci sono valori nel Dna del Movimento, come l'idea di una donna che ha diritti e doveri identici a quelli dell'uomo. Nel lavoro, in famiglia, in amore. Chi vuole associare rivendicazioni come quelle espresse a Verona al simbolo del Movimento si sbaglia di grosso ed è fuori dal nostro progetto". Una scelta fatta nella piena consapevolezza che sabato alle 12 scade il termine per la presentazione delle liste e candidati in Corte d'Appello a Cagliari. Il Movimento infatti annuncia che "non ci saranno candidati sindaci a Cagliari". Si ripete, dunque, quanto accaduto in occasione delle regionali sarde del 2014 quando i grillini rinunciarono alla corsa. Il pasticcio non fa che aumentare le probabilità che il candidato del centrodestra Paolo Truzzu, forte di un numero importante di liste che lo sostengono, possa arrivare alla vittoria sulla sfidante del centrosinistra Francesca Ghirra senza neanche passare per il secondo turno di ballottaggio.

D'altra parte Di Maio e il suo staff avevano già messo in conto un risultato negativo del Movimento a Cagliari. E l'eco di aver cacciato un antiabortista potrebbe tornare utile nella campagna per le europee. Le prime reazioni politiche lo dimostrano: "Trovo incredibile che il M5s espella il candidato sindaco di Cagliari che è contro l'aborto e glorifichi invece il proprio candidato sindaco di Bergamo che ha utilizzato la pratica criminale dell'utero in affitto", attacca Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia e capolista alle europee nella circoscrizione Centro.

 

   

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