Latte: tensione all'avvio del confronto

Sul tavolo del vertice in prefettura il decreto del Governo

Due uomini a volto coperto e armati hanno assaltato un'autocisterna che trasportava latte. Il mezzo si trovava in territorio comunale di Torralba (Sassari) ed era diretto al caseificio "Fratelli Pinna" di Thiesi. L'autista è stato fatto scendere e allontanare dai due, che poi hanno dato fuoco all'autocisterna senza sversare il latte in strada.

L'ennesimo assalto ad una autocisterna del latte in Sardegna arriva a meno di 24 ore dall'accordo raggiunto ieri a Sassari da pastori, industriali caseari, associazioni di categoria, governo e Regione Sardegna al termine del tavolo convocato dal prefetto Giuseppe Marani. Accordo che prevede un prezzo iniziale del latte di 74 centesimi al litro. L'assalto è avvenuto verso le 6.30, quando l'autotrasportatore non aveva ancora completato il giro della raccolta del latte destinato al caseificio di Thiesi. Sul fatto indagano i carabinieri del comando provinciale di Sassari e della compagnia di Bonorva.

 

TROVATO ACCORDO SUL PREZZO, GOVERNO ESULTA

di Fabrizio Fois

Il traguardo sul prezzo del latte ovino sembrava lontano: 8 centesimi di differenza tra la proposta degli industriali di pagare 72 centesimi al litro e quella dei pastori sardi che chiedevano 0,80 come acconto. Invece l'intesa è stata trovata già nella seconda riunione in Prefettura a Sassari. Un accordo che fa esultare il Governo, con il vicepremier Matteo Salvini pronto a benedire il patto con una nuova visita in Sardegna ("Sono soddisfatto e ringrazio tutti quelli che hanno permesso di arrivare a questo risultato positivo") e con il ministro Gian Marco Centinaio che sottolinea: "è la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi". E, soprattutto, getta le basi per stabilire quella griglia che concorrerà alla formazione del prezzo a campagna ormai finita, quando il Pecorino romano Dop sarà venduto all'ingrosso a prezzi più alti degli attuali 5,40 euro al kg. Già da domani i pastori potranno nuovamente conferire il latte alle cooperative e ai caseifici sapendo che a febbraio il prezzo garantito per l'acconto è di 72 centesimi al litro mentre a marzo salirà a 74 sino a fine campagna. Il conguaglio a novembre sarà invece calcolato in base al prezzo del pecorino romano rilevato alla Borsa di Milano, secondo una scala crescente. Si passa dai 72 centesimi al litro con il formaggio di 6 euro al chilo, sino ad arrivare a 1,02 euro con il pecorino a 8,5 euro al chilo. Cioè il prezzo di arrivo che chiedevano gli allevatori nella controproposta presentata all'inizio della trattativa nell'affollata e calda assemblea di Tramatza (Oristano), del 19 febbraio scorso. I pastori, però, non mollano la presa in attesa di confrontarsi nuovamente con gli industriali e gli altri attori del settore nel tavolo di filiera convocato per venerdì prossimo 15 marzo, sempre in Prefettura a Sassari. "È un punto di partenza, ma ora c'è da prendere in mano tutta la fase strutturale - fa sapere Gianuario Falchi, uno dei pastori della delegazione degli allevatori al tavolo - Per ora tutti hanno promesso, adesso bisogna vedere: noi vigileremo". "Speriamo di aver imboccato una strada nuova, stiamo a vedere", dice il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu. Più ottimismo dai trasformatori: "Si riprende a produrre serenamente - dice Pierluigi Pinna, uno dei titolari del caseificio di Thiesi (Sassari) - Col buon senso si raggiungono sempre i giusti accordi oggi abbiamo fatto un grande passo avanti". Intanto il Governo ha messo sul piatto con il decreto Agricoltura 29 milioni per sostenere la filiera lattiero-casearia: un Fondo da 10 milioni per il 2019, per favorire la qualità e la competitività del latte ovino, altri 14 milioni per l'acquisto di formaggi per gli indigenti e ulteriori 5 milioni a copertura delle rate dei mutui.

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