G. Grillo, Sardegna spende troppo e male

Ministra, Regione mai chiesto deroga per punti nascita

"L'assessore Arru ha una bella faccia tosta. Scrive una letterina generica al ministero e dice a me che sono approssimativa e populista? Sbrigatevi a presentare i documenti che dovete (piano ospedali e richieste adeguate), i sardi non possono aspettare i vostri comodi". Lo scrive su Twitter la ministra della Salute, Giulia Grillo, al suo secondo giorno in Sardegna per sostenere il candidato governatore del M5s, Francesco Desogus.

Ieri Grillo aveva dichiarato che la Regione non ha mai fatto richiesta di deroga contro la chiusura dei punti nascita sub standard di La Maddalena, Alghero, Sirai Carbonia, Nostra Signora Mercede di Lanusei, Bonaria di San Gavino. In serata la Regione aveva fatto sapere in una nota che "esistono, poiché sono stati espressamente definiti e attivati, adeguati percorsi nascite, in attesa del suo pronunciamento sulla deroga".

SOPRALLUOGO ALL'OSPEDALE DI ORISTANO - Carenza cronica di personale medico, infermieristico e socio sanitario. E' questa la criticità più importante riscontrata durante un sopralluogo all'ospedale San Martino di Oristano dalla ministra della Salute, Giulia Grillo, in tour in Sardegna per sostenere il candidato governatore del M5s, Francesco Desogus. "L'avevo rilevata già ieri al Sirai di Carbonia - ha sottolineato in diretta Facebook - da ciò derivano i ritardi nelle prestazioni proprio perché non si riesce a fare tutto".

"Si continua a bloccare la volontà del mio ministero di superare il blocco delle assunzioni - ha spiegato - una cosa anacronistica che rischia di piegare la nostra sanità". "Abbiamo stanziato quasi 4 miliardi di euro per l'edilizia sanitaria che ancora non sono stati spesi - ha poi ricordato la ministra - nel frattempo le Regioni non riescono ad approvare alcune reti ospedaliere perché manca il personale". Tuttavia, ha aggiunto, "non spendere per le persone mi pare assurdo: possiamo avere tutte le macchine per tac e risonanze, che però rimangono chiuse se non c'è nessuno disposto a farle funzionare". Ecco perché, ha concluso, "le sfide da affrontare per il 2019 attengono ai pronto soccorso, le reti dell'emergenza e la carenza di personale".

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