Rally: ipovedente non può fare navigatore

Appello di Francesco Cozzula a istituzioni, Aci e Coni

Ipovedente, ma per sessantanove gare nazionali e internazionali ha fatto il copilota nelle gare di rally. Caso forse unico al mondo. Ma lui - dicono gli esperti - ha sempre fatto il suo. Tutto a posto, era consentito: lui controllava rettilinei e curve attraverso un tablet ingrandendo istruzioni e immagini. Ora, però, non è più possibile: sono cambiate le regole e la precedente deroga non vale più. A Francesco Cozzula, 39 anni di Osilo, serve la patente di guida, documento che però non ha mai avuto negli anni (dal 2005 al 2016) in cui ha praticato lo sport che più ama.

Ora è fermo da due anni. Lo scorso 22 agosto Cozzula ha inoltrato per vie ufficiali una comunicazione al Questore di Roma, al Prefetto di Roma, al Comandante della polizia locale di Roma, al presidente dell'Aci e al segretario generale di Aci Sport con la richiesta di sbloccare la situazione. Ma tutto è rimasto come prima.  Cozzula sperava di poter risolvere tutto entro il 31 dicembre. Ma anche l'ultima risposta arrivata dal Coni non è stata quella che il pilota sardo si attendeva. Centinaia i messaggi di sostegno per la sua battaglia. E c'è chi ha attaccato alla sua auto da rally un adesivo: "rivogliamo Cozzula con la licenza".

Lui, però, aspetta un via libera che non arriva. Sperando un giorno o l'altro di poter sentire di nuovo il rombo dei motori. Non da spettatore, ma da protagonista.
   

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