Cna, spese solo 20% risorse Fesr

Spesa certificata al 17%. Associazione, serve rush finale

Mancano solo due anni alla chiusura della programmazione comunitaria POR Fesr 2014-2020 e la Sardegna ha speso poco più del 20% delle risorse a disposizione con una spesa effettivamente certificata che supera di poco il 17%. E' quanto si evince dall'ultimo report del Centro studi della Cna Sardegna che analizza la spesa dei fonti comunitari da parte della Regione sarda comparando l'attuale programmazione a quella relativa al ciclo 2007-2013.

In base al report - che analizza i dati (aggiornati al 7 gennaio 2019) presenti nella sezione dedicata alla programmazione europea del sito della Regione sarda - alla fine del 2018 risultano impegnati 386 milioni di cui soltanto 191 effettivamente spesi. A tale data la spesa certificata ammonta a 161 milioni, "un dato - spiega la Cna - che rappresenta il raggiungimento dell'obiettivo minimo di spesa per il 2018, fissato in 141 milioni, ma questo risultato è più basso di quello relativo al ciclo di programmazione precedente".

Alla fine del 2018 risultano impegnati 386 milioni di cui 191 effettivamente spesi con una spesa certificata di 161 milioni (l'obiettivo minimo fissato era di 141 milioni) Nella attuale programmazione la Sardegna, considerata tra le regioni "in transizione", ha a disposizione 688 milioni (465 dal Por Fesr e 222 dal Por Fse) contro i 972 del ciclo passato: 284 in meno. Al 30 giugno 2018 i progetti monitorati in Sardegna sono poco più di 4.300, il 33% di questi risulta concluso, percentuale assai più elevata delle altre grandi regioni meridionali che si collocano tra l'11 e il 19% Il costo pubblico complessivo di questi progetti risulta di quasi 3 miliardi ma per oltre l'83% risulta ancora in corso e per il 17% si riferisce a progetti non iniziati, sottolinea il report della Cna.

"Anche se l'obiettivo minimo per il 2018 è stato centrato - dicono Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale Cna Sardegna - la realizzazione dei progettidella nuova programmazione sembra procedere ad un ritmo più lento della precedente. Per questo sarà necessario anche nei prossimi anni un rush finale per un pieno utilizzo delle risorse".
   

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