Culurgionis d'Ogliastra Igp,ok a marchio

Ministero dà via libera a certificazione, Lanusei in festa

La buona notizia è arrivata proprio alla vigilia del festival in programma a Lanusei nel fine settimana: c'è l'autorizzazione a marchiare i Culurgionis d'Ogliastra Igp. È già dal prossimo anno potrebbero andare in giro per il mondo due milioni di etichette con il marchio Ogliastra. "Questo logo consentirà di comunicare a tutti che c'è una zona in Europa, in Italia, in Sardegna, di cui prima forse non tutti conoscevano l'esistenza, dove si produce una pasta fresca ripiena unica al mondo", hanno spiegato in conferenza stampa i rappresentanti del Comitato promotore.

La denominazione Culurgionis d'Ogliastra Igp era stata registrata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 29 settembre 2016 dopo oltre un decennio di lavoro e un iter istruttorio lunghissimo. Ogni anno in Ogliastra si producono 7.200 quintali di Culurgionis, circa 600 quintali al mese, per un fatturato che sfiora i 5 milioni. La seconda edizione del festival parte sabato 1 dicembre (ore 10, cineteatro Tonio Dei) con il convegno dal titolo "La pasta apripista verso i mercati glocali".

Durante la due giorni saranno presenti 13 stand per la degustazione lungo il centro storico di Lanusei dove verranno rappresentati i paesi ogliastrini, ognuno dei quali proporrà i Culurgionis secondo le proprie ricette tipiche. Ci sarà anche una gara dei Culurgionis che si baserà sul tempo di chiusura e sulla qualità della caratteristica "spighitta", fatta rigorosamente a mano e ottenuta pizzicando i due lembi della pasta sino a sigillarli completamente (simbolo dei riti primitivi di ringraziamento per la fertilità della terra).

Il comune che vincerà per tre edizioni il Culurgione d'argento potrà detenerlo definitivamente (come avveniva inizialmente nella coppa del mondo di calcio). Uno dei tredici padiglioni per la degustazione sarà dedicato ai Culurgionis senza glutine per chi soffre di celiachia. Una azienda di Tortolì fornirà una ricetta base dedicata alle persone che soffrono di questo sempre più comune disturbo alimentare.
   

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