Terra cruda per le case del futuro

Conferenza internazionale in Sardegna con massimi esperti

Vent'anni di esperienze di recupero e riuso contemporaneo del materiale terra in edilizia: è il tema della conferenza internazionale "Abitare la terra" organizzata dall'associazione "Città della terra cruda" e in programma da venerdì 9 a domenica 11 novembre a Villamassargia, nel Sulcis. Punti cardine: la tutela del patrimonio architettonico e lo studio delle nuove tecniche della bioedilizia con uno sguardo al futuro.

"Da una parte recuperiamo, dall'altra siamo convinti che la terra cruda sia il materiale del futuro, un vero condensato di sostenibilità che richiede un input energetico minimo per fare costruzioni", ha spiegato Antonello Sanna, socio storico dell'associazione e docente del dipartimento di Architettura a Cagliari. Il presidente Enrico Pusceddu, illustrando la tre giorni, ha annunciato la presenza "dei maggiori esperti su queste tematiche". In Sardegna le abitazioni in terra cruda sono alcune decine di migliaia, un record tra le regioni italiane.

"L'associazione Città della Terra Cruda è nata nell'Isola - ha ricordato l'assessore a Urbanistica ed Enti locali Cristiano Erriu - e opera promuovendo una forte cooperazione tra territori con il coinvolgimento di tutti i produttori di filiera".

L'esponente della Giunta ha fatto sapere che nella prossima legge finanziaria saranno stanziate risorse "per una misura di sostegno destinata ai proprietari di immobili in terra cruda che intendano recuperare e rigenerare gli edifici". Dibattiti e non solo. Ci sarà anche spazio per un focus sugli itinerari turistici nelle case di terra in Sardegna, per una mostra di scatti di architettura di interni firmati da Manuel Riguer e per una esposizione di foto a tema di Vito Mossa.
   

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