Occupato ospedale della Maddalena

Cittadini in rivolta, "con la riforma servizi azzerati"

Un banchetto sistemato alla bene e meglio con qualcosa da mangiare e da bere. E giubbotti chiusi sino al collo per proteggersi dal freddo. Notte di protesta e occupazione all'ospedale Paolo Merlo di La Maddalena per dire ancora no alla riforma e al rischio di depotenziamento. Il comitato di cittadini ha esposto striscioni e bandiere per denunciare la possibile perdita di servizi ritenuti essenziali per un territorio diviso dal mare dal resto della Sardegna. Una mobilitazione che continua dopo la storica protesta dei "pancioni" di due anni fa contro l'ipotesi di eliminazione del punto nascite e che rientra nella più grande battaglia dei territori, come nel caso dell'occupazione lampo dell'ospedale di Ghilanza, in provincia di Oristano, per scongiurare il pericolo di ridimensionamento degli ospedali medio piccoli.

Nel frattempo chi vuole salvare il Paolo Merlo non si ferma qui: l'occupazione, recita un drappo appeso al muro, è rigorosamente a oltranza. E nei prossimi giorni è in programma un'altra iniziativa. Per attirare l'attenzione sui problemi della sanità nell'isola, sarà sistemato davanti all'ospedale un "faro di luce" per accendere i riflettori su disagi e lamentele. Non solo della Maddalena: sarà idealmente una richiesta di aiuto con gli altri ospedali e presidi che lottano per evitare lo smantellamento, da Isili a Ghilarza.

"Tanti i punti interrogativi - denuncia all'ANSA Emanuela Cauli, una delle componenti più attive del comitato - si fa prima a dire quello che è rimasto a furia di tagli. Praticamente ora l'ospedale è una scatola vuota, oncologia è stata chiusa da un giorno all'altro. Tutto quello che ci avevano promesso, dove è?". Il presidio è permanente e anche su Facebook si organizzano i turni per coprire tutte le ore del giorno e della notte. "Quando i cittadini protestano in questo modo - questo l'amaro commento all'ANSA del sindaco Luca Montella - vuol dire che il grado di insoddisfazione è molto alto". La solidarietà della comunità è fortissima: questa mattina, oltre alla visita di studenti e prof, la colazione è stata offerta da un bar della zona, mentre ieri notte è stato il turno delle pizze.

ANCORA PROTESTE A GHILARZA - L'incontro tra il direttore della Assl di Oristano Mariano Meloni e una delegazione del comitato dei cittadini non ferma la mobilitazione in difesa dell'ospedale Delogu di Ghhilarza. Al termine del confronto il comitato ha annunciato un inasprimento della protesta. Per venerdì prossimo, 12 ottobre, è stata confermata l'occupazione dei municipi nei Comuni dell'Alto oristanese e della Stazione ferroviaria di Abbasanta.

Nel pomeriggio invece la protesta si sposterà a Oristano, dove alle 17 i rappresentanti del comitato incontreranno il prefetto. Per le 19 è stata poi annunciata l'occupazione dell'ospedale San Martino, in città. Quanto a Ghilarza, i promotori spiegano che il punto di maggiore criticità riguarda "la cancellazione del Pronto soccorso che diventerà Centro di emergenza territoriale e sarà gestito direttamente dall'Areus".

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