Due madri, amiche, per un bambino

Corte d'appello di Cagliari dichiara adozione bambino senegalese

Mamy è la madre naturale, mamma quella adottiva. Lui a soli 11 anni le ha sempre chiamate così, nutrendo nei loro confronti lo stesso affetto e avendo, nonostante la tenera età, la piena consapevolezza e coscienza di chi lo avesse messo al mondo e di chi si è preso cura di lui aiutando la madre naturale. Le ha sempre riconosciute entrambe come genitrici e potrà continuare a farlo, senza doversi privare dell'affetto di nessuna delle due. Lo ha stabilito la Corte d'appello di Cagliari, sezione minorenni, che ha detto sì all'adozione del bambino, senegalese nato in Italia nel 2007, senza toglierlo alla vera madre. Le due donne non formano una coppia, sono amiche da tanti anni e il bimbo è cresciuto con entrambe.

"È una storia di amore e integrazione - spiega all'ANSA l'avvocata Roberta Ruta, che insieme al collega Umberto Roberto Argiolas ha seguito il caso in appello - tutto ruota attorno all'interesse preminente del minore. Il bambino è cresciuto con entrambe le madri all'interno di una famiglia. Le due si conoscevano, la mamma sarda ha aiutato l'amica che era in difficoltà e insieme si sono prese cura del bambino. Non c'era alcuno scopo di adozione, ma con il passare del tempo si è creata la necessità di dare una connotazione giuridica al rapporto e abbiamo intrapreso la strada dell'adozione".

La donna senegalese, 50 anni, vive in Italia da oltre 15 anni. Nel 2007 mette al mondo il figlio, ma si rende subito conto di avere enormi difficoltà a crescerlo. Lavora come badante e spesso va in Senegal dagli altri figli. Chiede aiuto all'amica, una 47enne residente nell'hinterland di Cagliari con i genitori, e insieme crescono il piccolo. Il procedimento di adozione viene presentato nel 2016 davanti al Tribunale per i minorenni che avvia una istruttoria approfondita, ma poi respinge la richiesta di adozione. I legali presentano appello e ad aprile tre giudici donna della Corte stabiliscono come "l'adeguatezza della madre biologica sia strettamente connessa all'aiuto datole dalla madre adottiva, per lei come una sorella": da qui il via libera all'adozione.

"È stato riconosciuto il rapporto esistente che si è costituito negli anni - sottolinea l'avvocata Ruta - è stata data una tutela giuridica al minore. In questa decisione non c'è nessuna connotazione politica o di altra natura, ma è stata verificata la situazione in concreto. È stata avviata una dettagliata istruttoria, condotta con l'aiuto dei servizi sociali, che hanno analizzato la situazione delle due donne e quella del bambino. Tutto è stato monitorato per un paio di mesi, inoltre sono state utilizzate le relazioni del Tribunale per i minorenni che accertavano un rapporto vero e concreto. Poi è arrivata la decisione della Corte d'Appello, una Corte illuminata, molto attenta alle esigenze del minore. La norma tutela il bambino, non è pensata in funzione dei desideri dei genitori". Ora, le due protagoniste e il piccolo sono felicissimi. "In questa storia - chiarisce l'avvocata - c'è l'amore per un bambino, c'è l'amicizia tra due donne e l'integrazione".

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