Scoperte cellule jihadiste, arresti

Una a Brescia e una in Sardegna, finanziavano combattenti

Sarebbero due cellule legate all'organizzazione qaedista siriana Jahbat Al Nusra quelle sgominate nell'operazione antiterrorismo di Polizia e Guardia di Finanza che ha portato all'arresto di diverse persone e ad una ventina di perquisizioni tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, le due cellule, che operavano in Sardegna e Lombardia, erano autonome ma avevano un punto di contatto: un soggetto che aveva rapporti con entrambi i gruppi. Il lavoro degli uomini delle Fiamme Gialle ha consentito di scoprire un'associazione a delinquere composta da 10 siriani e finalizzata al riciclaggio e all'abusiva attività di erogazione dei servizi di pagamento in diversi paesi. Per due di loro, inoltre, è scattata la contestazione di finanziamento al terrorismo.

TRE ARRESTI A OLBIA - Sono due siriani e un marocchino  le persone che in Sardegna supportavano la rete di estremisti islamici accusata di far parte di una cellula di supporto dell'organizzazione terroristica combattente Jabhat al Nusra, emanazione siriana di Al Qaeda. Nell'ambito della vasta operazione antiterrorismo scattata all'alba su tutto il territorio nazionale, la Digos della Questura di Sassari, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Cagliari, ha eseguito diverse perquisizioni e tre arresti a Olbia.

In manette sono finiti il marocchino Lahoucine Ait Wahmane, 53 anni, e i siriani Anwar Daadoue, di 46, e Mustafa Chadad, di 45. I tre sono stati arrestati in un appartamento di via Campidano, a Olbia. Con loro, è accusato di far parte della cellula gallurese anche un altro siriano di 46 anni che risiedeva a Olbia fino a poco tempo fa, per poi trasferirsi in Svezia ed essere fermato in Danimarca dove si trova detenuto su mandato d'arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria di Tempio Pausania per un altro procedimento a suo carico. Agli uomini arrestati in Gallura sono contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo, finanziamento del terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva.

LE INTERCETTAZIONI - "Dio sia con loro. Loro combattono per amore, per Dio". Così due dei tre uomini arrestati a Olbia nell'ambito dell'operazione nazionale antiterrorismo inneggiavano all'organizzazione jihadista siriana, parlando fra di loro al telefono. Parole che sono state intercettate e registrate dagli investigatori. "Jabhat al Nusra è l'unica che è nel giusto, è l'unica che applica la sharia", si sente ancora nelle conversazioni fra i siriani intercettati.

Nel corposo numero di colloqui telefonici registrati dagli inquirenti, emerge l'adesione ideologica degli arrestati alle organizzazioni fondamentaliste operanti in Siria. Nelle telefonate gli accusati seguono da vicino l'evoluzione della guerra civile siriana e dimostrano, con grande partecipazione emotiva, la loro vicinanza ideologica alle formazioni antigovernative: commentano con entusiasmo le azioni dei guerriglieri, esaltando i successi militari di Al Nusra e si scambiano una serie di informazioni aggiornate e particolareggiate su quanto avveniva sul fronte di guerra.

FONDI PER GUERRA IN SIRIA - Il compito della cellula sarda sgominata oggi era quello di raccogliere fondi in Italia e in Europa per finanziare le attività militari dell'organizzazione terroristica Jabhat al Nusra in Siria. Compito che i quattro uomini identificati dalla Digos di Sassari svolgevano - secondo l'accusa - molto bene, convogliando nei territori di guerra somme di denaro con il meccanismo dell'hawala, fuori cioè dai canali finanziari legali. Dalla Gallura avevano organizzato una vera e propria rete divenuta un punto di riferimento per i siriani, in particolare per quelli residenti in Sardegna, che volessero trasferire denaro da e per il paese d'origine, impiantando uffici in tutta Europa, oltre che in Siria e in Turchia.

Sono diverse centinaia di migliaia di euro i fondi illegalmente trasferiti verso la Siria dall'organizzazione basata a Olbia facente capo al siriano 46enne. Dalle investigazioni è emerso come l'organizzazione imprenditoriale, ben conosciuta anche dalla comunità dei siriani all'estero e con uffici a Istanbul, Beirut, Khartoum, il Cairo e anche a Raqqa, fosse in grado di far pervenire in tempi brevi e in modo affidabile importanti somme di denaro in Siria, anche nelle zone direttamente controllate dal Daesh.

SIRIANO DELLA CELLULA SARDA AVEVA INVESTITO NEL G8 - La cellula sarda che sosteneva l'organizzazione qaedista siriana Jahbat Al Nusra, ha investito nei cantieri del G8 che si sarebbe dovuto tenere a La Maddalena nel 2009, poi spostato a L'Aquila. La mente del gruppo che dalla Gallura finanziava Al Nusra, era un imprenditore edile siriano che operava a Olbia e che si era aggiudicato appalti nei cantieri allestiti per il summit delle potenze politiche ed economiche mondiali.

"Ha vissuto e lavorato per anni a Olbia, dove aveva un'impresa edile molto florida con cui ha lavorato anche nei cantieri del G8 a La Maddalena", spiega la vicequestore aggiunta e dirigente della Digos di Sassari, Cristina Rapetti. "L'imprenditore siriano è rimasto in Sardegna fino al 2014, prima di trasferirsi in Svezia. Ora è detenuto in Danimarca in seguito all'esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria di Tempio Pausania per un altro procedimento a suo carico", continua Rapetti.

"Lui, avvalendosi della collaborazione di tre fiduciari, è riuscito a raccogliere e inviare direttamente nei teatri di guerra siriani centinaia di migliaia di euro", precisa la dirigente della Digos. "A lui si rivolgevano soprattutto suoi connazionali, ai quali tratteneva per sé una commissione sui denari inviati in patria attraverso canali illegali".

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