Mater Olbia operativo a fine 2018

Fondazione Gemelli e Qatar presentano il nuovo piano sanitario

Due delibere della Giunta Pigliaru - una per riaffermare la volontà politica di derogare al tetto di spesa previsto dallo Sblocca Italia e una sulla rimodulazione dei posti letto, in base alla riorganizzazione della rete ospedaliera della Sardegna - l'approdo in commissione Sanità, poi i tre mesi necessari per ottenere l'accreditamento: questi i passaggi necessari per l'avvio del Mater Olbia previsto entro la fine del 2018, massimo i primi mesi del 2019.

Lo ha confermato Rocco Bellantone, preside della facoltà di Medicina della Fondazione Gemelli, che con Regione e Qatar Foundation finanzia il nuovo ospedale del nord Sardegna. Il professore, l'ad della Fondazione Giovanni Raimondi e il portavoce in Italia di Qatar Foundation Endowment, Lucio Rispo, sono stati ascoltati in commissione Sanità del Consiglio regionale. Davanti ai capigruppo e ai membri del parlamentino, hanno presentato il nuovo piano sanitario.

"I primi ambulatori operativi saranno specialistici - ha spiegato Bellantone - il primo nucleo sarà incentrato su diabete, neurologia, malattie dell'obesità, gastroenterologia e senologia, oltre a una diagnostica per la chirurgia tradizionale, ecografie e tac, e un'endoscopia avanzata".

"Oggi, di fatto - ha detto l'assessore Luigi Arru - è stato ratificato il progetto di politica sanitaria del nuovo partner, la Fondazione Gemelli, che ha presentato il nuovo piano rispetto al 2014. Questo è un ospedale che deve garantire un'asticella elevata e servirà ad intercettare la mobilità passiva dei sardi: ricordo i 16mila ricoveri nel 2016 avvenuti in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio e costati 65 milioni di euro".

IN RADIOTERAPIA MACCHINARI DI ULTIMA GENERAZIONE - Saranno complessivamente 242 i posti letto disponibili al Mater Olbia. Il preside della facoltà di medicina del Gemelli, Rocco Bellantone, ha ricordato i reparti che distingueranno nell'ospedale come presidio d'eccellenza. "Ci sarà un grosso reparto di scienze neurologiche, la stroke unit, ovvero terapia intensiva per eventi ischemici emorragici cerebrali, una Neurochirurgia e una Riabilitazione, un centro per malattie tumorali della donna e dell adulto, un centro diabete e una radioterapia molto avanzata", ha spiegato.

In particolare, la Radioterapia avrà tre macchinari di ultimissima generazione. "Di uno di questi - ha sottolineato Bellantone - esistono cinque esemplari in tutta Europa, di cui uno proprio al Gemelli. Questo macchinario ha la caratteristica di poter essere impiegato anche su tessuti in movimento, sul torace e addome". "Serve però - ha ricordato - una delibera regionale che ci permetterà di avere l'autorizzazione dal nostro Consiglio di Amministrazione per gli acquisti".

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