Alcoa alla svizzera Sider Alloys. Calenda, è solo inizio

Investimento di 135 mln, ipotesi quote a Invitalia e lavoratori

di Maria Chiara Furlò

Dopo quasi sei anni di crisi, la storia dello smelter di Portoverse e dei suoi 400 dipendenti (altri 300 i lavoratori dell'indotto) riparte da una nuova proprietà. L'impianto sardo di produzione d'alluminio, spento dal 2012, passa infatti dall'Alcoa al gruppo svizzero Sider Alloys. In realtà, la cessione dello stabilimento è avvenuta con una doppia firma. La prima per il passaggio da Alcoa a Invitalia e la seconda da Invitalia a Sider Alloys. L'operazione comporta un investimento di 135 milioni di euro (92 di agevolazioni, 20 il contributo di Alcoa e 23 di Sider Alloys) destinati a riavviare l'impianto e ad adeguarlo alle tecnologie di ultima generazione.

Quella di oggi "non è una conclusione, ma l'inizio di un processo", ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che - come aveva già detto agli operai sardi lo scorso dicembre - festeggerà solo quando "uscirà il primo lingotto di alluminio, fino ad allora c'è solo da lavorare". Ci sarà da lavorare anche per Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (di proprietà del ministero dell'Economia) che sta svolgendo un ruolo sempre più importante nelle gestione delle crisi industriali e in particolare nel caso dell'ormai ex Alcoa.

L' idea lanciata da Calenda è quella di far entrare Invitalia nell'azionariato della nuova società che gestirà lo stabilimento "per rafforzare il nuovo investitore". In più, secondo il ministro, si potrebbe trovare il modo di riservare una quota della società ai lavoratori che hanno combattuto per tenere l'impianto aperto. L'ad di Invitalia, Domenico Arcuri, ha confermato che nelle prossime settimane l'Agenzia lavorerà a queste nuove forme d'intervento. Anche Sider Alloys ha ringraziato il ministro, la stessa Invitalia "destinata ad accompagnarci anche nei prossimi passi dell'operazione" e le organizzazioni sindacali, in particolare il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli.

Per l'ad del gruppo svizzero, Giuseppe Mannina, l'operazione "è anche un segnale di fiducia verso l'Italia, il mio Paese d'origine". Soddisfazione per l'accordo arriva anche da Alcoa e dai sindacati che unitariamente spingono perché parta al più presto il confronto con l'azienda sul piano industriale e occupazionale. Per gli operai dell'alluminio in Sardegna, il ministro Calenda ha annunciato la stretta sulla vertenza Eurallumina "che speriamo di poter chiudere per la fine di febbraio".

L'obiettivo resta infatti quello di rimettere il Sulcis in condizione di produrre il ciclo completo dell'alluminio. Le rassicurazioni del ministro non sono bastate però a rassicurare i lavoratori di quest'azienda che, in un'infuocata assemblea, hanno fatto esplodere la propria rabbia per la nuova scadenza dell'iter autorizzativo di riavvio della fabbrica. Intanto, il presidente della regione Sardegna, Francesco Pigliaru, dà il benvenuto a Sider Alloys dandogli appuntamento in tempi brevissimi "perché c'è molto da fare".
   

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