Migranti:progetto contro euroscetticismo

Anci, politiche immigrazione concordate con i territori

Meno diffidenza nei confronti dell'Europa sul tema immigrazione. Soprattutto se l'ospitalità dei nuovi arrivati non viene calata dall'alto, ma concordata con i territori. Sia per quanto riguarda le quote sia per le risorse economiche da mettere a disposizione per l'accoglienza. Sono le risposte di molti sindaci coinvolti nel progetto di Focus Europe, laboratorio per l'integrazione europea, iniziato circa un anno fa e concluso lo scorso novembre.
    Nel programma diversi incontri in Sardegna coi primi cittadini per tastare il terreno sul fronte immigrazione. Con un appuntamento finale a Bruxelles che ha visto anche la partecipazione, insieme a una delegazione di sindaci, degli europarlamentari sardi. "Abbiamo costruito quest'idea progettuale - ha detto all'ANSA il direttore dell'associazione Focus Europe Fabio Roccuzzo - perché spesso i Comuni e i territori sono considerati gli ultimi soggetti della filiera dell'accoglienza, ma al contrario sono i luoghi dove gli scompensi sociali si possono verificare".
    Che cosa è emerso dagli incontri coi sindaci? "Innanzitutto una grande preoccupazione che questi fenomeni migratori siano destinati a durare. E che siano destinati ad aumentare i centri necessari per l'accoglienza. La Sardegna, rispetto ad esempio alla Sicilia, è un esempio virtuoso anche grazie al lavoro dell'Anci. Il modo migliore di smussare queste paure è quello di creare un ìlivello di partecipazione tra Comune e centri di accoglienza d'intesa con il volontariato e il contesto sociale dei territori", ha concluso Roccuzzo.
    Un esempio arriva dalle parole del presidente dell'associazione, l'ex sindaco di Sant'Andrea Frius Giuseppe Cappai. "C'è stato un grande lavoro dell'Anci nei territori in accordo con le Prefetture. In piccoli centri portare cento migranti può essere un problema. Ma in un centro come S.Andrea Frius, 1800 abitanti, abbiamo avuto otto migranti. E non è successo assolutamente nulla. Non ci sono stati scompensi, anzi c'è stata perfetta integrazione. Il fenomeno va governato in questo modo. Anche per evitare la diffidenza nei confronti dell'Europa. L'euroscetticismo è legato anche a questo".

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