Minniti, avanti con Centro rimpatri a Macomer

Ministro dà garanzie a sindaco, più sicurezza nel Marghine

di Maria Giovanna Fossati

La presenza dello Stato dev'essere garantita con una scuola in ogni paese, un Commissariato, una banca e tanti altri servizi che ora mancano. Oltre a questo è indispensabile un rafforzamento delle misure di sicurezza con forze di Polizia e sistemi di videosorveglianza. E' questo il grido 'di dolore' lanciato dai sindaci sardi nell'incontro con il ministro dell'Interno Marco Minniti, oggi a Nuoro per dare risposte sul triste fenomeno degli attentati contro gli amministratori locali: in queste prime settimane del 2018 sono finiti nel mirino già tre sindaci e in poco più di sette anni sono stati 220 i casi censiti nell'isola.

"Non vi lasceremo soli - ha detto il ministro nel Palazzo della Provincia agli amministratori - la mia proposta operativa è quella di stipulare dei patti per la sicurezza di ogni territorio che deve vedere insieme Province e Prefetture, con la cabina di regia della Regione. I patti dovranno essere stipulati nel giro di un mese per dare risposte immediate al problema". Per Minniti "è necessario rafforzare gli organici delle forze di Polizia, implementare gli impianti di videosorveglianza, ma tutto deve essere accompagnato da politiche sociali, educative e di sviluppo". Gli amministratori hanno apprezzato la visita e le parole del ministro, ma ora attendono i fatti.

"Minniti ci ha dato risposte sulla sicurezza e ha parlato anche di cultura ed educazione - ha detto il sindaco di Osini Titto Loi, vittima nei giorni scorsi di un attentato - e proprio su questo punto il nostro appello al Governo è deciso: allo Stato che ha abbandonato molte postazioni nei nostri paesi colpiti da uno spopolamento epocale, chiediamo che torni a fare sentire la sua presenza. Si riaprano le scuole che sono state chiuse, così come tanti altri servizi la cui mancanza porta la gente ad andare via. Ho apprezzato l'incontro di oggi, tuttavia vigileremo affinché il piano presentato inizi davvero a funzionare".

"Abbiamo necessità di vedere il protocollo proposto dal ministro - ha affermato il presidente dell'Anci Sardegna Emiliano Deiana - vogliamo vedere quante risorse si mettono sul piatto, quanti uomini, ma anche quanti assistenti sociali, insegnanti di quartiere e di comunità. Vogliamo capire se ci sono investimenti in cultura e in promozione della legalità, altrimenti non firmeremo nessun protocollo".

Per il presidente della Regione Francesco Pigliaru "la collaborazione istituzionale tra Stato, Regione ed enti locali sta funzionando e per questo siamo pienamente soddisfatti. C'è una domanda di sicurezza in Sardegna che deve essere studiata per i singoli territori e la proposta dei Patti territoriali va in questa direzione. Chiediamo al Governo un'inversione di tendenza rispetto all'arretramento da questi territori".

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