Furto Dna sardi, stop Garante a uso dati

Parzialmente accolto ricorso associazione donatori

di Maria Giovanna Fossati

Il garante della privacy ferma l'utilizzo dei dati del patrimonio genetico di 13mila ogliastrini depositari dei segreti della longevità, da parte della società Tiziana Life Sciences, che per 300mila euro si era aggiudicata nel luglio 2016 l'eccezionale patrimonio genetico dalla società SharDna, nel frattempo fallita. La decisione dell'organo di garanzia presieduto da Antonello Soro arriva dopo il ricorso dei componenti dell'associazione Identità ogliastrina, che avevano chiesto di revocare l'assenso al trattamento dei dati, accordato nei primi anni 2000 alla società SharDna, per un progetto scientifico che aveva lo scopo di studiare una delle popolazioni più longeve del mondo e le malattie ereditarie. Ora il garante ha invitato la società Tiziana Life a trasmettere agli interessati i dati in suo possesso non sottoposti a sequestro dalla magistratura e attuare "ogni misura per garantire i diritti degli interessati una volta che lo stesso sequestro da parte della Procura di Lanusei venga meno". La società britannica, dal canto suo, ha fatto sapere che non ha avviato nessuna attività di ricerca sui campioni visto l'attività della magistratura e il sequestro dei dati. La vicenda si intreccia con quella giudiziaria, nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura dopo la denuncia di sparizione, nell'agosto 2016, di 27mila provette dal Parco Genos di Perdasdefogu, dove erano depositati campioni e dati del progetto scientifico. Inchiesta che vede indagate 17 persone responsabili a vario titolo di furto aggravato, peculato, abuso d'ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e violazione di dati relativi alla privacy. I campioni erano poi stati ritrovati all'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari pochi giorni dopo, su indicazione del professor Mario Pirastu, genetista del Cnr e direttore scientifico del progetto SharDna, che da 20 anni effettuava la ricerca sui segreti della gente d'Ogliastra. Nel dicembre scorso la vicenda del furto di provette si era infittita ancora. Altro materiale riguardante il progetto era stato rinvenuto nella sede del Cnr a Sassari e i dirigenti dell'istituto nazionale avevano deciso di trasferirlo al Cnr di Roma. In quell'occasione avevano scritto al Procuratore di Lanusei Biagio Mazzeo, titolare dell'inchiesta, per chiedere lumi sul da farsi. I primi ritrovamenti a Sassari risalgono al 5 ottobre scorso. Durante un'ispezione, il direttore del dipartimento di Scienze Biomediche del Cnr, Tullio Pozzan, ha interdetto l'accesso ai dati informatici relativi al Parco Genos dell'Ogliastra. Dopo un'ulteriore ispezione, il 24 novembre, era stato scovato materiale cartaceo, riguardante i volontari che si sono prestati alla ricerca nei paesi di Talana e di Urzulei. Scoperti anche alcuni campioni biologici. Il tutto risalente a un periodo precedente all'avvio del progetto, 1999-2002. In più alcuni campioni di siero e plasma di anni successivi.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA


Vai alla rubrica: Pianeta Camere