Vertenze, fine anno nel segno fiducia

Schiarita a Portovesme, P.Torres in chiaro-scuro, soffre nuorese

di Roberto Murgia

La svolta di Portovesme, il piano LavoRas da 127 milioni di euro, il Reddito di inclusione sociale rifinanziato con 45 milioni, il decreto del Mise che abbatterà i costi per le imprese energivore: il 2017 si chiude con una iniezione di fiducia profonda in tessuti sociali simbolo della crisi economica nell'Isola. "In Sardegna ci può essere e ci sarà uno sviluppo industriale", ha decretato in un'intervista Carlo Calenda. Il ministro dello Sviluppo economico è forte degli enormi passi avanti fatti sul fronte della madre di tutte le vertenze: Alcoa.

Entro il 15 febbraio lo smelter sarà ceduto dalla multinazionale americana a Invitalia, il braccio operativo del Governo nella gestione dei rilanci industriali, e subito dopo a Sider Alloys, il nuovo investitore svizzero che l'11 gennaio a Roma illustrerà il piano industriale ai sindacati. Sul piatto ci sono 140 milioni di euro con agevolazioni di Mise e Regione Sardegna per circa 94 milioni. Più complessa, ma prossima a una soluzione, la situazione di Eurallumina. Almeno 350 operai sono in attesa che l'iter per l'autorizzazione del piano di rilancio si concluda. "Gennaio 2018 deve essere l'ultima e non più prorogabile scadenza", è stato l'ultimatum lanciato il 22 dicembre scorso dal portavoce degli ex operai, Antonello Pirotto, direttamente a Calenda, che poco prima aveva fatto visita ai vecchi dipendenti Alcoa.

Intanto, gli ex lavoratori delle due aziende sono al sicuro sul fronte ammortizzatori: in scadenza il 31 dicembre, saranno prorogati sino al 30 giugno 2018, come previsto per le aree di crisi complessa di Portovesme e Porto Torres, e come stabilito in questi giorni a Villa Devoto con una delibera di Giunta. Al provvedimento sono interessati in 970: 630 del Sulcis, il resto di Porto Torres. Dove, intanto, l'atteso progetto Matrica incentrato sulla chimica verde ancora non decolla. Si è parlato di passi indietro del principale investitore, Eni, ma sempre il titolare del Mise ha smentito: "Ho incontrato l'ad che ha confermato l'impegno della società. Matrica è il futuro, uno dei grandissimi investimenti di sviluppo indispensabili per l'Italia".

Ma se a Porto Torres e Portovesme si "respira" grazie anche al paracadute per le aree di crisi, c'è un terzo polo industriale - l'area di Ottana - che il decreto Sud non ha considerato, e che invece sta soffocando. Da queste parti, dopo la chiusura delle fabbriche - Ottana Polimeri e Ottana Energia - centinaia di lavoratori vivono in condizioni di precarietà. Per molti è preclusa la possibilità di accedere alla mobilità in deroga. E' il caso dei 130 ex dipendenti dell'azienda tessile Legler.

A loro è destinato uno stanziamento specifico di circa 2,3 milioni all'interno del pacchetto LavoRas contenuto nella Finanziaria che sarà approvata il 9 gennaio. Più difficile la situazione degli operai di Polimeri, una sessantina già licenziati, e di Ottana Energia, dove sono in arrivo altri 70 esuberi. "Il quadro è drammatico - ha sottolineato Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale - i fatti si stanno consumando nell'indifferenza generale. La Regione definisca un piano di rilancio".

Chiedono una proroga degli ammortizzatori anche i lavoratori della ex Keller di Villacidro, in attesa che eventuali investitori si facciano avanti. Attesa anche per gli operai della miniera di Olmedo: a dicembre la metà ha perso la mobilità. In Finanziaria sono stati stanziati 910mila euro per affidare a Igea la messa in sicurezza del sito, impiegando preferibilmente il personale della miniera. C'è infine la carovana dei 520 ex Ati Ifras del Parco geominerario: 118 saranno assorbiti dall'Igea a partire da gennaio 2018 e per un anno.

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