Carmine, vita stravolta di un innocente

Accusato di tentati abusi sessuali, assolto con formula piena

Tutto sembrava contro di lui, tranne la verità, che però ha impiegato del tempo a trionfare nel vortice delle aule giudiziarie. Carmine Buono, 52 anni, di origine campane, sino al 2014 era un uomo normale, un militare, totalmente dedito alla casa, al lavoro e alla famiglia, sino a quando l'incubo peggiore di ogni persona innocente - l'accusa infamante di tentati abusi su minore - non arriva a bussargli alla porta di casa a causa della denuncia di un ragazzino che, poco prima, gli aveva graffiato l'auto. Ex maresciallo dell'Aeronautica, trapiantato in Sardegna per via del suo lavoro, nel giro di poche ore si è così trovato proiettato in un inferno giudiziario dal quale è sopravvissuto solo grazie alla sua forza d'animo e alla determinazione dei propri legali, gli avvocati Giuseppe Maria De Lalla e Marcello Floris. "Il maresciallo era andato a trovare degli amici al Poetto, la spiaggia di Cagliari - racconta all'ANSA l'avvocato De Lalla - quando è stato avvicinato da un ragazzino nomade che voleva vendergli qualcosa. La discussione si accende un po', ma la cosa rimane così. Tornato dal bar, però, ha trovato una sorpresa: nella carrozzeria dell'auto era stata incisa la scritta 'Itagliani di merda', con tanto di errore". Convinto che si trattasse del giovane nomade col quale aveva discusso in precedenza, il militare va a cercarlo e lo affronta. "Quel ragazzino aveva però chiamato il padre e, per evitare problemi, il mio assistito decide di andarsene - prosegue il legale - Ma mentre sta a casa arrivano i carabinieri che lo arrestano e gli sequestrano l'auto, il computer, un massaggiatore per la cervicale, altri oggetti". L'accusa mossa dalla Procura di Cagliari è pesante: aver cercato di adescare il minore e aver cercato di trascinarlo nella sua auto. L'arresto viene convalidato. "Tutto sembrava contro di lui - insiste l'avvocato - anche perché il maresciallo Buono aveva in auto un dilatatore anale per le emorroidi e un gel. Due elementi che fanno compiere il quadro suggestivo". Mandato ai domiciliari, con il sequestro del farmaco e di quello strano oggetto, il quadro accusatorio sembrava granitico. "Abbiamo prodotto le prescrizioni mediche e una spiegazione di tutti gli elementi contestati dall'accusa - ricorda il difensore - e così otteniamo dal Tribunale del Riesame che venga approfondita la versione del giovane accusatore. Il maresciallo viene sentito dal pm e documenta con le foto, punto su punto, il suo racconto. Nonostante avesse chiarito la sua posizione, l'accusa ne ha chiesto comunque il rinvio a giudizio e nel processo che abbiamo fatto in abbreviato è arrivato a chiedere sei anni di reclusione". Tutto, come abbiamo detto, era contro di lui. Persino i titoli dei giornali che l'avevano ormai ribattezzato "Il pedofilo del Poetto". Ma dopo sette mesi di udienze, nel giugno scorso, la verità ha finalmente trionfato e Buono è stato assolto con la formula più ampia. "Il mio assistito è stato messo alla berlina - attacca l'avvocato - ha dovuto lasciare la Sardegna e ha sofferto di crisi di panico. da parte nostra abbiamo chiesto l'indennizzo per l'ingiusta detenzione e per i danni subiti".

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