"Vengo anch'io", disabili a teatro

App e piattaforma per godersi tutti gli spettacoli

Vengo anch'io, no tu no: era un tormentone di Enzo Jannacci di qualche decennio fa. Ora è possibile togliere quel "no tu no". E lasciare "Vengo anch'io": è il nome di un progetto per consentire ai disabili di poter andare a teatro o a un concerto in piena autonomia, senza bisogno di chiedere l'aiuto ai familiari. L'iniziativa è promossa dall'associazione Prohairesis ed è finanziata dalla Fondazione con il sud ed è stata presentata questa mattina nella sede della Fondazione di Sardegna.

Come funziona? C'è un'app e una piattaforma con un elenco di spettacoli. Chi ha bisogno di essere accompagnato può manifestare il suo desiderio di vedere uno show o assistere a un concerto. E, grazie al database, la sua richiesta di può incrociare con la disponibilità di un volontario che si offre per il trasporto casa-teatro e viceversa.

A questo punto, per rendere la rete di aiuto sempre più vasta e capace di rispondere sì a tutte le richieste, c'è anche bisogno di volontari: per loro è previsto un percorso di formazione. "Crediamo fortemente nel valore della cittadinanza attiva e del volontariato - spiega il presidente dell'associazione Saverio Gaeta - lavorando per anni all'organizzazione di eventi i nostri volontari si sono formati e impegnati al nostro pubblico eventi di qualità e la possibilità di fruirne in comodità e serenità".

Una buona azione. Ma che può essere utile anche per se stessi: esperienza di volontariato ha rappresentato per molti l'occasione di maturare competenze fondamentali per il loro inserimento lavorativo successivo. "Negli anni - continua Gaeta - è nato ed è stato formato un gruppo di volontari del sostegno pronto intervenire in caso di bisogno e ad affiancare le persone con disabilità nella ricerca di un posto in platea che consentisse loro di fruire dell'evento esattamente come tutti gli altri. Da qui l'idea di un progetto che potesse ampliare le opportunità offerte alle persone con disabilità".
   

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