Fondi Sardegna: verso richiesta processo

Cagliari, attesa fissazione udienza preliminare

E' alla stretta finale l'inchiesta della Procura di Cagliari sul presunto uso illecito dei fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale della Sardegna nella XIII legislatura, dal 2004 al 2009. Il pubblico ministero Marco Cocco sta aspettando la fissazione dell'udienza preliminare in cui ufficializzare le sue richieste di rinvio a giudizio con l'accusa di peculato aggravato. In questo fascicolo restano i nomi di 30 tra consiglieri ex consiglieri del centrosinistra (Democrazia e Libertà, Pd, Ulivo e Margherita) e quattro dei Riformatori. Già fissata invece al 5 dicembre l'udienza davanti al Gup per sei ex consiglieri di Rifondazione comunista.

In sede di chiusura indagini - a fine 2015 - il magistrato aveva stralciato la posizione di alcuni indagati, per i quali si è poi arrivati all'archiviazione (Francesco Sanna, Marco Meloni, Eliseo Secci e Marco Espa), mentre per tutti gli altri aveva sollecitato il rinvio a giudizio. Stralciata anche l'ex sottosegretaria alla Cultura, Francesca Barracciu, ora a processo da sola davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari. Complessivamente - tra XIII e XIV legislatura - sono un'ottantina i politici sardi pressoché di tutti i gruppi finiti nel registro degli indagati per l'uso illecito dei fondi.

I trenta ex consiglieri del centrosinistra che attendono la fissazione dell'udienza sono Antonio Ignazio Calledda, Siro Marrocu, Chicco Porcu, Giuseppe Cuccu, Mario Bruno, Antonio Biancu, Nazareno Pacifico, Alberto Sanna, Vincenzo Floris, Silvio Lai, Giovanni Battista Orrù, Angelina Corrias, Salvatore Mattana, Giacomo Spissu, Giuseppe Matteo Pirisi, Renato Cugini, Francesco Sabatini, Alessandro Frau, Gavino Manca, Mariuccia Cocco, Stefano Pinna, Gianluigi Gessa, Simonetta Sanna, Elio Corda, Carmelo Cachia, Giommaria Uggias, Beniamino Scarpa, Giovanni Giagu, Giovanni Tocco e Tarcisio Agus. I Riformatori invece sono: Pierpaolo Vargiu, Attilio Dedoni, Gavino Cassano e Franco Sergio Pisano. Il 16 novembre proseguirà l'udienza per gli ex di Fortza Paris e Udc, il 7 dicembre, invece, nuovo round per gli ex An.

COMITATI DELUSI, OCCASIONE PERSA. Deluse per l'occasione persa ma con la speranza che martedì prossimo arrivi il risultato, cioè il via libera dell'Aula alla doppia preferenza di genere nella legge elettorale statutaria. Non si arrendono le consigliere regionali e le rappresentanti delle associazioni che oggi in Aula hanno assistito al rinvio del voto sulla leggina di stralcio.
"C'è molto dispiacere per non aver colto un'opportunità", ha commentato Annamaria Busia (Campo progressista), anche a nome dell'associazione Heminas. E' sua una delle proposte di legge che hanno ispirato il testo approdato in Aula e ora di nuovo in commissione Autonomia per il mancato accordo su un emendamento relativo alla parità di genere nella composizione delle liste. La proposta di modifica prevede che nelle circoscrizioni con seggi dispari il numero dei candidati sia comunque pari (nel caso maggiorato di un'unità), mentre nelle circoscrizioni con meno di quattro seggi, come quello dell'Ogliastra, i candidati saranno comunque quattro.

"Capisco le perplessità sui piccoli collegi, ma si poteva continuare e votare il resto, cioè solo l'introduzione della doppia preferenza - ha detto l'esponente del Cp -. Confido, comunque, che martedì si definisca la situazione". Di fronte all'opzione posta da Ganau, oggi Busia ha votato per procedere in Aula sullo stralcio non emendato. Al contrario, le altre tre consigliere - Alessandra Zedda (Forza Italia), Rossella Pinna (Pd) e Daniela Forma (Pd) - hanno scelto per il rinvio in Commissione. Rinvio che "non ha a che fare con la doppia preferenza - ha precisato Zedda - ma solo con l'emendamento; il mio partito, che ha già sciolto le riserve sul doppio voto, è totalmente in buona fede nel ritenere che siano opportuni nuovi approfondimenti". Rossella Pinna si è detta "costernata", ma "ottimista sul fatto che i nodi dell'emendamento siano sciolti in Commissione".

"Dopo 437 giorni di lotta, a nome di tutti i sindaci e gli amministratori che si sono mobilitati, manifesto stupore per questo rinvio, attendiamo per valutare se l'Aula ha veramente l'interesse che la richiesta della società civile verso un cambiamento culturale avvenga", è stato il commento di Lucia Tidu, una delle portavoci dell'associazione Meglio in due. "I tecnicismi della vigilia sono stati confermati, oggi la Sardegna ha assistito ad una regressione sociale, culturale ed anche umana messa in scena dai consiglieri regionali", hanno attaccato le coordinatrici di Coordinamento 3 - donne di Sardegna.

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