Sardegna: Pigliaru,risultati col dialogo

Pronto a alzare voce, attesa proposta Governo su accantonamenti

"Chi governa ha il dovere del dialogo istituzionale. Abbiamo già manifestato disappunto e se non arriveranno risultati, lo faremo con voce sempre più alta. I risultati, però, si ottengono con il dialogo e con la capacità di convincere". Ancora deluso dal vertice a Palazzo Chigi, il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru è pronto a chiamare a raccolta la maggioranza e il Consiglio regionale per decidere le prossime mosse, ma per ora attende che il premier Paolo Gentiloni, come annunciato nel vertice di ieri, formalizzi una proposta in tempi brevi all'interno dello spazio della finanziaria nazionale.

"Noi vogliamo dire al primo ministro e a tutto il Governo che questi accantonamenti così come sono scritti oggi non sono chiari, sono basati su regole che nessuno conosce e non vanno assolutamente bene - ha ribadito Pigliaru - A noi i soldi servono per fare cose importanti e ridurre il gap con le altre regioni, un punto semplice e credo che prima o poi lo debba capire anche questo Governo".

CUCCA (PD), BENE IMPEGNI GOVERNO. "Gli impegni presi dal Presidente Gentiloni confermano la disponibilità da parte del Governo a risolvere le questioni aperte della Sardegna e a ristabilire un rapporto di leale collaborazione con la nostra regione". Così il segretario regionale del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, commenta l'esito dell'incontro di ieri a Roma tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

"Permangono molti punti da sciogliere, a partire dalla vicenda accantonamenti - osserva però Cucca - sulla quale occorre insistere per ottenere un intervento risolutivo in sede di approvazione della manovra finanziaria, e il tema delle servitù militari. E' senz'altro apprezzabile l'impegno a sostenere la battaglia sul fronte dell'insularità e della continuità territoriale, affiancando la Sardegna nel confronto con l'Europa, e l'interesse rivolto al tema delle servitù militari, che ancora adesso presenta molti aspetti irrisolti". Per il segretario del Pd sardo, quella di ieri è stata "un'importante occasione di dialogo, che ha permesso di illustrare le problematiche più urgenti che necessitano di rapide soluzioni.

Un primo passaggio, certamente non risolutivo delle questioni più spinose, utile a riportare all'attenzione del Governo il complesso e articolato dossier Sardegna. Ci attendiamo ora che l'impegno personale del premier si traduca in azioni concrete, da parte di Palazzo Chigi e delle strutture ministeriali competenti". "Il Partito Democratico seguirà attentamente i prossimi passi in tutte le sedi politiche e istituzionali, dando pieno sostegno al Presidente Pigliaru, ma - conclude Cucca - in questa fase è indispensabile che la Sardegna si presenti forte e determinata, e ciò richiederà un ulteriore sforzo di coesione all'interno della maggioranza". 

CAPPELLACCI (FI), GOVERNO SCIPPA 3 MLD E PIGLIARU RINGRAZIA. "Il Governo scippa 3 miliardi e 300 milioni alla Sardegna, Pigliaru ringrazia per la disponibilità e il segretario regionale del Pd applaude". Così il coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, replica alle dichiarazioni del segretario dem Giuseppe Luigi Cucca sull'incontro di ieri a Palazzo Chigi con il premier Paolo Gentiloni. "La verità è che è stato lo stesso Pigliaru - attacca Cappellacci - a permettere allo Stato centrale di rompere il salvadanaio dei sardi e portare via i soldi, firmando l'accordo patacca del 2014 con Renzi e ritirando tutti i ricorsi.

Invitiamo cortesemente i media a ripubblicare i filmati di allora, quando il duo Paci-Pigliaru pretendeva di zittire l'opposizione con repliche stizzite in cui si parlava di 'vittoria', di 'accordo storico', di risorse in più. E invece, come abbiamo denunciato noi, sono stati dei polli: le risorse in più sono risorse in meno e hanno pure indebitato i sardi con un maxi mutuo da 700 milioni di euro. Al Ministero delle Finanze stanno ancora ridendo e brindano quando sentono i nomi di Paci e di Pigliaru, che hanno permesso di fregare la Sardegna con tanta facilità.

Ora Pigliaru e il suo 'presidente-vice' pensano di insultare l'intelligenza dei sardi, parlando di impegni che non hanno mai rispettato e che non possono essere rispettati da un Governo che è agli sgoccioli del proprio mandato. Occorre aprire una vertenza entrate 2 al posto di quella chiusa con disonore da Pigliaru, dal PD e da tutto il centrosinistra, ma soprattutto - conclude l'esponente dell'opposizione di centrodestra - occorre restituire alla Sardegna una guida".

FDI E RIF, POCO CONVINTI DA DISAPPUNTO PIGLIARU. Non convince Fratelli d'Italia e Riformatori la minaccia del presidente Francesco Pigliaru, pronto ad alzare la voce con il Governo sul fronte accantonamenti, dopo la delusione per il vertice a Palazzo Chigi con il premier Paolo Gentiloni. "Promettono la guerra oggi, a fine legislatura, dopo aver deciso di non combatterla mai, quando scientemente e colpevolmente il duo Pigliaru-Paci ha alzato bandiera bianca rinunciando a ogni ricorso e rivendicazione - stigmatizza il portavoce regionale Fdi, Salvatore Deidda - Era quello il momento in cui avevano le armi cariche. Oggi ad essere imbarazzati sono i sardi. Indignati per essere stati fregati dai Governi Pd con la complicità della Giunta più indipendentista della storia. Una barzelletta che non fa ridere ma fa piangere. Pigliaru farebbe grande regalo dando la possibilità ai sardi di votare sia per le politiche che per le regionali".

Il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, pur apprezzando l'impegno assicurato dal Governo per il riconoscimento in sede comunitaria degli svantaggi derivanti alla Sardegna dalla condizione di insularità, tuona contro il governatore sardo che "dopo essere tornato da Roma, ancora una volta a mani vuote, torna a minacciare il Governo 'amico' del centrosinistra di alzare la voce. Ma a parecchio tempo, ormai, abbiamo fatto l'abitudine a sentirgli dire che la prossima volta alzerà la voce. Perché ci sarà sempre una prossima volta, ma la voce di chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei sardi, ahimè, si fa sempre più flebile".

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