Migranti: molotov contro centro Sassari

Nuovi disordini dopo la maxi rissa di ieri. Nessun ferito

Non si sono placati gli animi contro i migranti a Sassari, dopo la maxi rissa scoppiata ieri nel rione popolare Santa Maria di Pisa che ha coinvolto 70 persone tra stranieri e residenti, lasciando a terra tre feriti.

Nella notte alcune bombe molotov sono state lanciate contro il centro di accoglienza di via Solari e pare anche contro il centro migranti di Platamona, sul mare, per fortuna senza causare alcun ferito.

Sugli episodi indaga la Questura di Sassari, che da questa notte presidia i due centri con carabinieri e polizia locale.

Per la maxi rissa in piazza Dettori con spranghe, bottiglie e sassi, la Polizia ha segnalato all'autorità giudiziaria due ventenni sassaresi e due giovani africani di 18 e 19 anni, rispettivamente del Gambia e della Costa d'Avorio. Gli agenti hanno sequestrato diversi strumenti usati durante la rissa, tra cui una roncola e barre di tondino di ferro. Sono al vaglio degli investigatori ulteriori accertamenti, da eseguire attraverso l'analisi dei filmati realizzati durante gli scontri, al fine di identificare altri responsabili.

Gli investigatori stanno indagando anche sulle bombe molotov lanciate questa notte contro la facciata del centro di accoglienza tra via Solari e via Cilea, ordigni rudimentali che fortunatamente non hanno provocato né danni né feriti ma hanno solo annerito il muro nei punti di impatto. Per fare il punto della situazione e coordinare le azioni di controllo, il prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, ha convocato una riunione straordinaria delle forze dell'ordine. Sono allo studio ulteriori misure di sicurezza per monitorare la situazione, individuare i responsabili degli scontri ed evitare altri episodi di violenza.

SINDACO SANNA, SASSARI CITTA' SOLIDALE. "Ci impegniamo fin d'ora - ha detto il sindaco Nicola Sanna (Pd) - al necessario rafforzamento delle azioni di controllo, che sono già in essere, a tutela dell'incolumità di tutti, residenti e migranti. Sassari è una città solidale, che rifugge da atteggiamenti discriminatori e lo ha dimostrato gestendo in maniera ottimale la fase di emergenza cui ha dovuto far fronte in un quadro di straordinaria emergenza nazionale".

"Ci rendiamo conto che la presenza di migranti sul territorio è oggettivamente superiore al numero previsto dall'accordo recentemente sottoscritto da Anci e Ministero dell'interno - ha concluso il primo cittadino - presenteremo il problema al Ministero, chiedendo la riduzione delle presenze sul territorio comunale, e confidando anche nella disponibilità all'accoglienza degli altri comuni della Provincia".

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