Ospedali: I livello Lanusei e II Nuoro

Superati ultimi scogli in Consiglio, voto finale martedì 24

Sciolti anche gli ultimi due nodi della riforma della rete ospedaliera che riguardavano il destino del Nostra Signora della Mercede di Lanusei e del San Francesco di Nuoro. Il primo ottiene la qualifica di "Presidio ospedaliero nodo della rete regionale di Lanusei, con servizi di I livello", nel testo originale aveva solo le funzioni. Quanto a Nuoro, si passa dalla qualifica di I livello rinforzato a presidio con servizi di II livello. Entrambe le modifiche sono state apportate con un emendamento di sintesi passato con 38 voti favorevoli, quindi con una maggioranza bipartisan.

La situazione per i due presidi cambia radicalmente. Nuoro avrà servizi come la neurochirurgia, la chirurgia vascolare, l'Unità terapia intensiva cardiologica, emodinamica ad alta specializzazione, radiologia interventistica intra ed extravascolare, Stroke unit di II livello, perché oltre alla trombolisi effettua rimozione meccanica del trombo. Servizi, questi, presenti solo al Brotzu di Cagliari e al Santissima Annunziata di Sassari. Per quanto riguarda Lanusei, si riconoscono le specialità aggiuntive dell'anestesia, della rianimazione e dell'Unità di terapia intensiva cardiologica.

Altra variazione rispetto al testo riguarda l'istituzione della Radiologia pediatrica all'interno del Polo cagliaritano Brotzu, Businco, Microceitemico. Via libera anche alla proposta di modifica presentata da Daniela Forma (Pd) sul Project Financing. Cosa stabilisce? Che le risorse risparmiate in seguito all'annullamento del Project Financing di Nuoro potranno essere utilizzate per il potenziamento dell'offerta sanitaria - ospedale e territoriale - della Assl barbaricina. Non passa invece l'emendamento presentato da Anna Maria Busia (Cp) che prevedeva una chirurgia della mammella dedicata ed esclusiva, trattata solamente da chirurgi senologi. Oggi l'Aula ha approvato tutti i capitoli del testo di riordino ma il voto finale sulla legge è stato rinviato a martedì 24 ottobre.

MATER OLBIA HA PIENO TITOLO NELLA RIFORMA - Nessuno stralcio dalla rete ospedaliera per il Mater Olbia della Fondazione Qatar. Il Consiglio regionale, grazie a un asse tra centrodestra e centrosinistra, ha approvato a larghissima maggioranza - 49 favorevoli e 5 contrari, tra cui i consiglieri di Art 1 Sdp e l'esponente dei Rossomori Emilio Usula - un emendamento al capitolo 10 sugli ospedali privati che posticipa al 31 dicembre 2019 (1 gennaio 2018 il termine inizialmente previsto nel testo) l'assegnazione dei posti letto al fine di renderla coerente con i livelli di programmazione.

Questo dà di fatto la possibilità al Mater di ritornare in gioco pur non essendo ancora operativo. La proposta di modifica prevede l'assegnazione dei nuovi posti letto nel limite del 6% del totale per area omogenea, in questo caso la Gallura. Così i posti vacanti, fino a quando il polo sanitario non aprirà i battenti, saranno ridistribuiti tra gli ospedali galluresi.

"Al fine di rendere il sistema flessibile alle esigenze di produzione di servizi sanitari ospedalieri - si legge nell'emendamento - l'assessorato alla Sanità con le aziende sanitarie e con l'erogatore privato, previa delibera della Giunta e sentita la commissione, può modificare il mix di pubblico-privato di discipline assegnate riconvertendo i posti letto esistenti o programmati, garantendo l'invarianza del numero totale dei posti letto per disciplina e il miglioramento degli indici di attività; e di assegnare nuovi posti letto per disciplina agli erogatori pubblici e/o privati accreditati nel limite del 6% dei posti complessivi per area omogenea".

SALVO PUNTO NASCITA DELLA MADDALENA - Il punto nascita dell'ospedale Paolo Merlo a La Maddalena non chiude, anzi sopravvive alla riforma della rete ospedaliera che ne prevedeva la disattivazione. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità un emendamento - primo firmatario il presidente della commissione Sanità Raimondo Perra - integrato da un emendamento orale di Franco Sabatini (Pd) che, di fatto, permette che i parti avvengano nel presidio maddalenino anche in condizioni normali.

Nella proposta di modifica passata in Aula, il termine "disattivazione" scompare e il testo diventa: "Considerate le condizioni di insularità e le difficoltà dei trasporti è immediatamente definito un piano specifico di emergenza che garantisca la possibilità di affrontare urgenze ostetriche da parte di equipe specialistiche del presidio".

Questo "anche con la piena efficacia del sistema di elisoccorso regionale", e non nelle more come indicato in un precedente emendamento. Si attua così "il percorso nascita in grado di prendere in carico ciascuna gravidanza e di valutarne il rischio ostetrico". Qui la proposta di Sabatini aggiunge: "permettendo che il parto avvenga nello stesso stabilimento". Infine il passaggio sulla richiesta di deroga al decreto ministeriale 70 che l'assessorato dovrà presentare al ministero della Salute.

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