Lirico: Abbado vince sfida coi romantici

Schumann e Mendelssohn conquistano Cagliari

(ANSA) - CAGLIARI, 7 OTT - New York, Valencia. Fra pochi mesi Parma. E ieri Cagliari. Roberto Abbado, figlio e nipote d'arte (lo zio era Claudio Abbado), a sette anni dal suo ultimo concerto in Sardegna, è tornato. E ha vinto di nuovo, giocando questa volta la carta dei romantici Schumann e Mendelssohn-Bartholdy.
    A metà concerto, soprattutto dopo la sinfonia n. 4 in re minore op 20, il pubblico del Lirico di Cagliari era già ipnotizzato. Anche dalla sua presenza scenica. Poi la sinfonia "italiana" di Mendelssohn-Bartholdy ha fatto il resto. Ed è finita tra gli applausi con il direttore richiamato più volte dal pubblico in sala. Perfetto così, anche un solo bis sarebbe stato di troppo. Bene anche l'intesa con l'orchestra del Teatro lirico di Cagliari.
    Avvio di serata con L'Ouvertüre in do minore per Genoveva op.
    81, capolavoro della produzione teatrale di Schumann composta nel 1847 e ispirato dalla leggenda medievale della sfortunata Genoveva di Brabante, accusata ingiustamente di infedeltà coniugale. Quasi una fase di studio tra direttore e pubblico.
    Con Abbado che in sette minuti ha messo tutti d'accordo.
    Poi il colpo di grazia con la Sinfonia composta, invece, tra maggio e settembre 1841. Quasi una sfida di Schumann con se stesso: visto lo scarso successo, venne accantonata per dieci anni per poi risorgere con nuova orchestrazione nella versione definitiva sentita ieri a Cagliari, Nella Quarta Sinfonia in La maggiore il romanticismo "felice" e ispirato dalla visita italiana di Mendelssohn-Bartholdy: una cavalcata di trenta minuti sino agli applausi finali.
    E questa sera si replica. (ANSA).
   

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