Nasce impianto Ottana a centro inchiesta

Progetto sperimentale Enas finanziato con 12 mln da Regione

Inaugurato nella zona industriale di Ottana il primo lotto dell'impianto sperimentale a concentrazione solare realizzato dall'Enas, l'Ente acque della Sardegna, e finanziato dall'assessorato regionale dell'Industria con 10 milioni di euro e dall'assessorato dei Lavori Pubblici con altri due milioni. L'installazione, che utilizza tecnologie solari a concentrazione che sfruttano insieme il termodinamico e il fotovoltaico, è al centro dell'inchiesta della Procura di Cagliari per una presunta tangente di circa 90mila euro (prima tranche di una mazzetta complessiva di 135mila euro) che sarebbe pagata per ottenere l'appalto dell'impianto di Ottana del valore di 9,5 milioni tra progettazione e esecuzione dei lavori.

Il progetto ha la possibilità di erogare una potenza elettrica complessiva di 1 MWe e consentirà la gestione dell'energia prodotta attraverso due sistemi di accumulo, termico ed elettrochimico. Altro dettaglio rilevante: tutti gli elementi che costituiscono l'impianto sono di manifattura italiana. "Si tratta di un impianto sperimentale importante perché è un esempio di ciò che si può fare con lo sviluppo di smart grid all'interno delle aree industriali", conferma l'assessora dell'Industria, Maria Grazia Piras.

Rispondendo poi alle domande dei giornalisti sull'inchiesta per corruzione, l'esponente della Giunta ha chiarito: "la magistratura farà il suo corso. A noi - spiega - premeva inaugurare l'impianto perché sono soldi pubblici che abbiamo speso e che dobbiamo quindi mettere a frutto". L'amministratore unico di Enas, Giovanni Sistu, succeduto all'ex sindaco di Quartu Davide Galantuomo, ora ai domiciliari come indagato, auspica che l'inchiesta non crei problemi per il futuro del programma: "Enas ha lavorato con onestà, questo è un impianto pilota sperimentale che deve diventare un fiore all'occhiello - precisa - Produciamo l'energia che ci serve, vicino al territorio, riducendo gli effetti sull'ambiente.

Poter fare esperimenti in un'area come questa ci avvicina ai nostri obiettivi. Inoltre, riduciamo i costi. Per garantire la messa in pressione dell'acqua e consentire che la risorsa arrivi a tutti i sistemi locali, l'Enas spende circa nove milioni di euro all'anno". "Il lotto inaugurato oggi non è a sé stante, ma è una parte di un intervento complessivo che la Regione ha ritenuto di realizzare per raggiungere un obiettivo importante - ribadisce l'assessore dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarini - abbattere i costi energetici della gestione del sistema idrico multisettoriale a beneficio del bilancio regionale, come indicato dal Piano regionale di sviluppo".

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