Lirico,caccia a talenti nel segno Devinu

Concorso internazionale 27-30 settembre, premio a Leo Nucci

Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Giusy Devinu, cantante cagliaritana scomparsa proprio dieci anni fa, con il Concorso internazionale di Canto lirico dal 27 al 30 settembre. Per i giovani talenti un'occasione per essere ascoltati. E per gli appassionati di musica un'opportunità di scoprire nuove voci. Il concorso si articola in quattro giornate: prime tre per eliminatorie e semifinale poi, sabato 30 alle 20.30, Teatro aperto al pubblico, con l'esibizione dei finalisti.

Ci saranno l'Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, diretta da Donato Renzetti, il soprano Paoletta Marrocu, il baritono Domenico Colaianni e, in qualità di ospite d'onore, il baritono Leo Nucci: riceverà un premio speciale in nome di Giusy Devinu. Giuria del concorso con grandi nomi dei teatri d'opera del panorama mondiale: Paulo Abro Esper (direttore generale ed artistico del concorso "Maria Callas" di San Paolo e consulente artistico del Festival de pera di Manaus, in Brasile), Toni Gradsack (responsabile casting del Teatro alla Scala di Milano), Dominique Meyer (sovrintendente Staatsoper di Vienna), Christoph Seuferle (direttore artistico Deutsche Oper di Berlino), Marco Tutino (compositore), Claudio Orazi (presidente di giuria e Sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari).

Grandi nomi anche nella Giuria Ospite che assegnerà riconoscimenti speciali ai prescelti, spicca: Nicoletta Mantovani, presidente della Fondazione "Luciano Pavarotti". "Mi lega a Giusy Devinu - spiega il soprintendente Orazi - il ricordo del mio primo anno, in qualità di Sovrintendente allo Sferisterio di Macerata. Era il 1992 e lei, nel pieno di una carriera straordinaria, mi colpì per la professionalità con la quale affrontava il suo lavoro, precisa e severa con se stessa per poi, fuori dal palco, sciogliersi in una gentilezza ed una umanità che la rendevano una perenne ragazza. Si dedicava molto ai giovani, voleva trasmettere tutto ciò che era stato il suo studio, le sue doti e le sue fatiche".
   

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