Urbanistica: ddl in Aula entro l'anno

Su coste incrementi cemento per non più dello 0,018% del totale

La legge urbanistica in Aula entro l'anno e una mozione da portare in Consiglio regionale per discutere del modo con cui il Governo interviene, talvolta a gamba tesa, sui provvedimenti della Sardegna, l'ultimo in ordine di tempo l'impugnazione della legge omnibus su cui si fonda la nuova normativa per governare il territorio isolano. Sono gli accordi principali raggiunti nel vertice del gruppo Pd in Consiglio regionale al quale hanno preso parte anche il governatore Francesco Pigliaru e l'assessore Cristiano Erriu.

"Il tema è delicato - ha ammesso alla fine della riunione il capogruppo Pietro Cocco - ma si farà di tutto per far approdare il ddl in Aula entro la fine di dicembre". Prima però occorre fare sintesi. I testi in commissione sono quattro: quello della Giunta, quello dei soriani Alessandro Collu e Salvatore Demontis, uno dei consiglieri di Art 1-Sdp e la proposta della minoranza. Oggi il Pd ha ragionato sui testi di propria competenza.

"Siamo arrivati alla conclusione che, nonostante le differenze, si possa trovare un'intesa su tutti i punti, compreso l'articolo 31 che prevede, entro i 300 metri, anche l'incremento volumetrico fino al 25% delle strutture destinate all'esercizio di attività turistico-ricettive". Restano posizioni diverse, invece, sull'articolo 43, che consente possibili deroghe al Ppr regionale nel caso in cui siano presentati progetti ecosostenibile di grande valenza economica e sociale. Norma sulla quale i soriani restano in disaccordo. Tuttavia, non è escluso che il ddl vada ugualmente in Aula, magari "congelando" proprio il 43.

Nel vertice è stato fatto anche il punto sul numero di strutture attualmente esistenti entro la fascia dei 300 metri. Sono 226. Di queste, 132 hanno fatto già domanda con il Piano casa e 86 hanno avuto risposta positiva. Ne restano 140, ognuna del valore medio di 10mila metri cubi. Dunque esistono nei 300 metri un milione e 400mila metri cubi suscettibili di incremento volumetrico. Il tetto massimo stabilito è del 25%, quindi 350mila metri cubi in più (cioè lo 0,018% del totale), un dato che porterebbe il carico sulle coste a 1 mln e 750mila metri cubi.

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