Veleni Quirra: avvocato,napalm interrato

Lanusei, citate intercettazioni telefoniche tra militari

Nuova giornata di interrogatori nel tribunale di Lanusei al processo per i cosiddetti "veleni" di Quirra: oltre cento i testimoni ammessi. In particolare è stato sentiti dal giudice monocratico, Nicole Serra, Alessandro Castellet Y Ballarà, il tenente colonnello responsabile della sicurezza del Poligono e addetto alla protezione e prevenzione della salute dei militari durante le esercitazioni.

L'ufficiale ha dichiarato di aver saputo della presenza del torio nei missili Milan nel 2011, di non ricordare quali fossero le sostanze presenti nelle bombe e che il suo ufficio non era a conoscenza dell'uso del napalm, seppure non lo abbia escluso.

Ed è proprio sull'interramento del napalm nelle aree di addestramento che sono attese nuove deposizioni nelle prossime udienze. Un punto su cui sarebbero state intercettate diverse conversazioni tra i militari. Il diserbante altamente nocivo è stato citato ieri anche dal procuratore di Lanusei Biagio Mazzeo.Questo durante l'audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito.

"Sì - conferma l'avvocato delle parti civile Gianfranco Sollai - è emerso che nel Poligono di Quirra è stato interrato del napalm. Risulta - spiega - agli atti di una intercettazione tra militari, ma comunque tutto va provato a dibattimento".

Il processo vede alla sbarra i comandanti che hanno guidato il Poligono dal 2004 al 2010, Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi e Paolo Ricci, e i comandanti del distaccamento dell'Aeronautica di Capo San Lorenzo, Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon, tutti accusati di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri perché non avrebbero interdetto al pubblico le zone a rischio. La prossima udienza è stata fissata per il 28 giugno.

PILI, RIAPRIRE PROCESSO PER DISASTRO AMBIENTALE E OMIDI PLURIMI - "Riaprite il processo Quirra per disastro ambientale: ci sono 167 vittime che attendono giustizia". Lo ha chiesto il deputato di Unidos Mauro Pili nel corso dell'audizione, davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, del procuratore di Lanusei Mazzeo e lo ha ribadito ora in una interrogazione in cui chiede al Governo di farsi "attore di un'operazione verità su Quirra, dismettendo l'atteggiamento negazionista e omertoso sulla vicenda".

"Nel corso dei lavori della commissione - spiega l'ex governatore della Sardegna - è emerso che anche nel 2008 si sono svolte operazioni devastanti quali la distruzione di migliaia di tonnellate di armamenti di ogni genere generando vere e proprie nubi tossiche che si sono adagiate sui paesi limitrofi al poligono. Materiali nocivi e nanoparticelle che hanno devastato l'ambiente e gravemente nuociuto alla salute pubblica.

Ci sono fatti inesplorati come la notizia criminis dell'interramento a Quirra di fusti di sostanze velenose, diserbante utilizzato nella guerra del Vietnam e prodotto da una ditta di Seveso, presumibilmente napalm". Per il deputato sardo, "ci sono fatti di una gravità inaudita. Qualcuno sta puntando a ridurre un disastro ambientale senza precedenti a una multa per divieto di sosta. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo e di reagire.

Fatti che stanno emergendo dal lavoro della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito che non possono essere insabbiati da apparati dello Stato. Ci sono elementi - incalza Pili - compresi quelli di natura giuridica, per riaprire il processo per disastro ambientale, mancate bonifiche e per omicidi plurimi".

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