"Lo sguardo riflesso", saggio di Orazi

Da esperienze Macerata e Verona a nuove sfide per n.1 Lirico

"Un cerchio di pietra a Verona, una ellisse di mattoni a Macerata, forme e materiali che differenziano le due costruzioni, ma entrambe, lo Sferisterio come l'Arena, ampiezze qualificate ad accogliere incanti che attirano un pubblico numeroso e partecipe". Parole di Claudio Orazi, soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari, tratte dal suo libro "Lo sguardo riflesso. Nuovi segni per il teatro d'opera all'aperto" (Zecchini editore) presentato per la prima a volta a Cagliari a Palazzo Siotto.

"Non si può fare la Traviata all'aperto. O forse sì". È il titolo di uno dei capitoli del volume. Un dubbio solo retorico. Perché la risposta, sì, è nelle parole e nelle foto del volume "battezzato" ieri. E nei video mostrati come prologo alla presentazione del libro: opere realizzate sotto il cielo di Macerata e Verona. Tra questi anche una Traviata, naturalmente all'aperto, firmata da Josef Svoboda.

Orazi può dire la sua perché è stato soprintendente sia allo Sferisterio della sua Macerata dal 1992 al 2002, sia all'Arena di Verona, dal 2002 al 2008. Quasi vent'anni di storia di opere all'aperto. Storie che non finiscono perché Orazi, ora a Cagliari, continua a pensare non solo a progetti nei teatri, ma anche sotto le stelle. Uno su tutti, quello della prossima estate al Forte Village di Santa Margherita di Pula: sul palco ci sarà il Rigoletto.
   

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