Musica: il Lirico di Cagliari a New York con Respighi

Dalla Regione 4 mln e 700 mila euro per Parco della musica

di Daniela Giammusso

Dopo 90 anni dal clamoroso debutto da 53 chiamate alla ribalta del 1928, La campana sommersa di Ottorino Respighi torna per la prima volta negli Stati Uniti con il Teatro lirico di Cagliari, in collaborazione con la New York City Opera, al Rose Theatre del Lincoln Center, per quattro serate dal 31 marzo al 5 aprile. Un debutto, cui seguirà La fanciulla del West di Puccini all'Opera Caroline di Charlotte ad aprile e L'ape musicale di Lorenzo Da Ponte quest'estate in Sardegna e poi ancora negli Usa, che è solo la prima tappa di un più grande progetto che guarda all'internazionalizzazione del Teatro lirico ma anche alla definitiva creazione di un fortissimo polo culturale in Italia, con la rifunzionalizzazione del Parco della Musica a Cagliari.

In tutto, 4,7 milioni di euro dalla Regione (2 solo per i progetti per l'estero), che si sommano ai 12 già investiti. "Negli Stati Uniti siamo già molto attesi - racconta il sovrintendente Claudio Orazi alla sede della Stampa Estera - Ma per noi l'internazionalizzazione non è solo una vetrina". Non solo perché La campana sommersa avvia una stretta collaborazione anche artistica con gli americani (stessa messa in scena del 2016, ma con orchestra sarda e americana insieme, protagonisti Brandie Sutton e Kristin Sampson), ma perché tutti e tre i titoli corrono sul filo della "filologia delle implicazioni.

Sono - spiega Orazi - tre arcate di uno stesso ponte di musica tra Italia e Stati Uniti". Oltre all'Opera di Respighi, infatti, "anche La fanciulla del West debuttò a New York nel 1910. Così come L'ape musicale, con la sua quarta edizione al Park Theatre nel 1830: un 'ghiribizzo musicale', come scrisse Da Ponte, per introdurre l'opera lirica in America, dove ancora si suonavano le ballade".

Intanto a Cagliari si lavora al Parco della musica, che con un accordo quadro tra Regione, Comune e Città metropolitana di Cagliari, Fondazione del Teatro lirico e Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina, "entro il 2018" arriverà a ospitare fino a 5 mila spettatori, con un nuovo teatro da 320 posti e un'Arena all'aperto da 2.200, oltre alle sale del Teatro lirico e del Conservatorio (1600 e 900 posti). E soprattutto con "5 mila metri quadri di laboratori per i mestieri dello spettacolo, con cui - dice Orazi - ci candidiamo a nuova hub produttiva, a disposizione anche di altri teatri".

"Siamo un'isola, piccola, bellissima e di grandi tradizioni - incalza il vicepresidente della Regione, Raffaele Paci - Ma non dobbiamo essere un'isola anche culturalmente. Dobbiamo aprirci, confrontarci, capire dove siamo avanti e dove invece recuperare.

Oltre agli Stati Uniti, il Teatro lirico ha contatti avanzati anche con Cina e Russia. Sarà un ottimo testimone della Sardegna nel mondo, raccontando anche ai turisti i nostri prodotti e identità. Mentre il Parco della musica sarà un luogo dove unire sempre più le arti, una piccola fabbrica della creatività". "Un progetto - commenta il Consigliere del Mibact, Luca Giovanni Lioni - esattamente nella direzione che ci aspettiamo dalle Fondazioni lirico sinfoniche: internazionalizzazione, sinergia con territorio ed enti locali; e grande attenzione al turismo".

Tra i prossimi appuntamenti, il Rigoletto di Verdi diretto da Donato Renzetti al Forte Arena di Santa Margherita di Pula (10-17-24 giugno). "Tre serate - conclude il Sovrintendente Orazi - con una politica di prezzi contenuta, grazie all'Art Bonus da 200 mila euro donati dal Forte Village Resort".

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