Valentina Argiolas, "regina" del Turriga

"Basta sensi di colpa donne, ma servono strumenti per parità"

di Fabrizio Fois

Un filamento arricciato color rosso fuoco per confondere e attrarre l'insetto maschio della tignola che attacca l'uva. Un escamotage "di genere" che rappresenta un segno di agricoltura integrata e sostenibile: in una parola, moderna.

E' uno dei "trucchi" del mestiere per Valentina Argiolas, 39 anni, studi classici e laurea in Economia, oggi direttrice Marketing e comunicazione di una delle "cantine" più importanti della Sardegna. Una donna, la prima a lavorare nell'azienda di famiglia dove prima del suo arrivo c'erano solo uomini, a capo di un'industria vera e propria nella quale i due generi operano alla pari: oggi le donne impegnate a Serdiana sono una decina.

"A casa c'è sempre stata l'impronta della conduzione matriarcale - spiega Valentina Argiolas all'ANSA - il nome stesso del nostro vino di punta, Turriga, non rappresenta solo un vigneto, ma la dea madre raffigurata nella bottiglia".

Una vita in discesa, si direbbe, ma il suo lavoro, tra viaggi intercontinentali e in Europa, due figli di 8 e 4 anni, il marito e la casa, è una corsa continua che si ferma solo per due ore la settimana in palestra e quando apre uno dei suoi romanzi preferiti ambientati nell'Ottocento. "I due momenti tutti miei", racconta. Certo non ha dovuto fare i conti con un capo maschilista o con l'obbligo per molte donne di oggi di dover scegliere tra lavoro e figli, perchè lo impone l'azienda di turno. Ma i primi mesi "non sono stati semplici", facendo la gavetta accanto ad un direttore commerciale "vecchio stampo".

"Oggi capita - ammette Valentina Argiolas - di trovare alcuni clienti esteri per i quali è normale trattare le donne come sessant'anni fa, ma mi è capitato anche il contrario: trovarmi a lavorare con un'importatrice giapponese di vini che un giorno mi ha detto: 'hai finito di fare figli, vero?'. Il nostro rapporto si è chiuso dopo qualche tempo".

In un viaggio di lavoro a New York, quando aveva 22 anni, alla manifestazione "Women in wine" ha imparato subito che "noi donne conviviamo con un senso di colpa da cui dobbiamo liberarci, perchè pensiamo contemporaneamente al lavoro, a portare i bambini a basket, a riprenderli da scuola, alla baby-sitter e a cucinare, mentre per gli uomini non è così. E per dire basta ogni settimana mi prendo un po' di tempo per me stessa.

Occorre dare alle donne gli strumenti perchè ci sia veramente la parità: abbiamo le capacità ma non gli strumenti. Ad esempio in Francia vengono dati sussidi per gli asili nido. E' una questione culturale: bisogna iniziare a cambiare mentalità dalle scuole", conclude Valentina Argiolas.

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