Da 1 luglio unica Asl in Sardegna

Pigliaru, migliora qualità e risparmi almeno del 30%

(ANSA) - CAGLIARI, 3 MAG - Addio alle otto aziende sanitarie in Sardegna. E con loro vanno in soffitta otto bilanci separati, altrettanti sistemi di controllo con relativi collegi dei revisori. Dall'1 luglio arriva l'Azienda sanitaria unica regionale (Asur), che subentra nel patrimonio e nelle funzioni delle soppresse Asl. Tra due mesi, dunque, si cambia modello organizzativo nell'Isola: ci saranno l'Asur, l'azienda ospedaliera Brotzu, le due ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari e l'Azienda regionale dell'emergenza e urgenza (Areus).

"Approdiamo ad un sistema integrato, sotto un'unica e forte regia per una sanità migliore in grado di allocare bene i servizi senza sprecare un euro", ha spiegato il governatore Francesco Pigliaru che con l'assessore alla Sanità, Luigi Arru, hanno presentato la "rivoluzione" alla stampa. In particolare, il presidente della Giunta ha sottolineato il risparmio che deriverà dall'operazione: "Molte voci di costo si ridurranno almeno del 30%", ha chiarito. Adesso il disegno di legge varato in mattinata dall'esecutivo sarà esaminato dal Consiglio regionale.

"Siamo pronti a migliorare la proposta anche ascoltando le forze dell'opposizione che per anni hanno dichiarato di essere per la Asl unica", ha detto Pigliaru. Di razionalizzazione e maggiore efficienza ha parlato anche Arru: "Il sistema che verrà punta a migliorare e a ridurre i doppioni", ha precisato l'assessore competente. Dall'1 luglio scatterà un periodo di transizione della durata di sei mesi che "servirà per allineare i bilanci". Entro il 30 giugno la Giunta nominerà il direttore generale della Asur, mentre 18 mesi dopo è prevista una verifica dei risultati raggiunti e, in caso positivo, la conferma entro tre mesi dalla scadenza del termine.

La legge prevede anche l'istituzione di otto Aree socio-sanitarie locali che rispetteranno il Piano di riordino territoriale della Regione: in fase di prima applicazione e fino all'adozione del Piano stesso, le aree coincideranno con quelle delle Asl soppresse.

"Queste aree - ha spiegato il titolare della Sanità - avranno il compito di leggere e interpretare le esigenze dei cittadini e di trasmetterli all'assessorato, e quello fondamentale di prendere in carico l'assistenza di tutti". Infine ha confermato le funzioni dell'Areus, "una garanzia per i sardi per le patologie tempodipendenti come l'infarto che necessitano di pronto intervento". Per il momento l'Azienda per l'emergenza e le urgenze avrà due basi, una a nord e l'altra a sud che coincidono con le zone aeroportuali. In seguito, ha annunciato Arru, "si provvederà a ricollocarle nelle due sedi che permettono di dare una risposta immediata alle esigenze dei pazienti".

OPPOSIZIONI DIVISE - Reazioni contrastanti nell'opposizione dopo l'approvazione del disegno di legge della Giunta che istituisce la Asl unica. Il coordinatore dei Riformatori, Michele Cossa, ha ribadito che "per parte nostra sosterremo progetti che vanno in questa direzione". Infatti, spiega, "la Asl unica che noi abbiamo già proposto con un nostro testo di legge, rappresenta l'unica strada per razionalizzare il sistema, ridurre sprechi e duplicazioni e far sì che le risorse siano spese per garantire la salute dei sardi e non disperse inutilmente".

Tuttavia, sottolinea Cossa, "nonostante i proclami di questa Giunta trombona, purtroppo la riforma della sanità resterà nel cassetto. Perché sia operativa dovrà essere approvata dal Consiglio entro giugno: di questo passo, per quella data non vedrà la luce neppure in commissione". "Noi Riformatori - ha aggiunto il capogruppo in Consiglio Attilio Dedoni - assicuriamo fin da ora il nostro impegno affinché la legge sia approvata nei tempi più rapidi, certamente entro la scadenza del 30 giugno, in modo tale da non concedere alcuna scusante a chi vorrebbe la proroga del regime commissariale".

Per il consigliere di Forza Italia, Edoardo Tocco, invece, "l'azienda sanitaria unica potrebbe ripercuotersi negativamente sui centri dell'interno: si tratta di un progetto che rappresenta l'ennesima mortificazione delle nostre eccellenze". Poi avverte: "Non permetteremo mai al presidente Pigliaru e alla Giunta di portare avanti la distruzione della sanità sarda. Questo è l'ennesimo atto di prepotenza contro i nostri territori, con il pericolo che vengano smantellati i presidi ospedalieri di Muravera, Lanusei, Isili, Tempio e Sorgono".

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