Alcoa: quarto giorno di protesta sul silo

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru. Secondo quanto si apprende il colloquio, al quale ha preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, ha avuto al centro la situazione dello stabilimento Alcoa di Portovesme. Renzi, che si è tenuto in contatto telefonico con il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, riferiscono fonti di governo, ha condiviso l'impegno già espresso dall'escutivo a operare affinché rimangano aperte le prospettive di ripresa del sito e le misure predisposte - nel rispetto delle normative italiana ed europea - per il contenimento del costo dell'energia per lo smelter.

PIGLIARU "LAVORIAMO PER RIPRESA" - "Questo pomeriggio a Palazzo Chigi ho incontrato Matteo Renzi per parlare del problema Alcoa. Era presente anche Claudio De Vincenti e Federica Guidi era in contatto telefonico. Abbiamo valutato il lavoro fatto fino a oggi e abbiamo condiviso la necessità di continuare a lavorare insieme con determinazione per la ripresa del sito di Portovesme". Lo scrive in un post su Facebook, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, in merito alla vertenza Alcoa.

UIL, "TROVARE UNA SOLUZIONE" - "La Uil nazionale continua a esprimere piena solidarietà e convinto sostegno alla Segretaria della Uilm del Sulcis-Iglesiente, Daniela Piras, e ai segretari di Fim e Fiom, Rinaldo Barca e Roberto Forresu". Lo afferma il segretario generale Carmelo Barbagallo in una nota, ricordando che "da giorni, ormai, i tre sindacalisti stanno rivendicando il salvataggio dell'Alcoa occupando un silos a 60 metri di altezza, all'interno dello stabilimento". "Non c'è alternativa e non ci sono giustificazioni: occorre trovare una soluzione per il futuro industriale di quell'insediamento", sottolinea Barbagallo, che aggiunge: "E, a questo punto della vicenda, c'è una sola strada da seguire: il Governo e le Istituzioni locali devono creare tutte le condizioni necessarie e ragionevoli affinché Glencore, l'azienda svizzera interessata a subentrare, dia una risposta positiva e si impegni a garantire continuità produttiva e occupazionale a quel sito".

SINDACO CARBONIA "GOVERNO RISOLVA INFINITA VERTENZA" - "Oltre alla solidarietà a loro e ai rappresentanti sindacali, che occupano un silo della fabbrica chiediamo al Governo e a tutti i soggetti coinvolti di risolvere definitivamente questa interminabile vertenza". Lo ha detto il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, che a tarda mattina si è ritrovato con i sindaci del Sulcis Iglesiente al presidio dei lavoratori ex Alcoa per manifestare la vicinanza del territorio alla loro lotta, "che in realtà è la lotta di tutto il Sulcis Iglesiente". Casti e gli altri sindaci hanno sentito telefonicamente i tre segretari dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Forresu, Rino Barca e Daniela Piras, che si trovano da quattro giorni a 60 metri d'altezza sul silo delle materie prime dello stabilimento di Portovesme, in attesa di un segnale di svolta nella trattativa per la cessione dell'impianto.

CANI (PD), RENZI HA AUTOREVOLEZZA PER CHIUDERE VERTENZA - "Il presidente del Consiglio dei ministri Renzi ha l'autorevolezza in Italia e in Europa e il sostegno di una maggioranza forte e ampia - ha detto il deputato Emanuele Cani (Pd) in merito allo stabilimento di Portovesme - per affrontare e risolvere questa vertenza". "E' doveroso e indispensabile, per il territorio, la Sardegna e l'intero Paese, valorizzare e rilanciare il settore dell'alluminio - ha aggiunto Cani - che significa ricostruire un pezzo importante di politica industriale dell'intero Paese".

OPPI E RUBIU (UDC) A CESA "INTERCEDI CON RENZI" - Il leader dell'Udc sardo, Giorgio Oppi, ed il capogruppo in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, hanno scritto una lettera al segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, rivolgendogli "un accorato appello, affinché possa intercedere con il governo Renzi di cui il nostro partito fa parte e ne sostiene la maggioranza" per cercare di trovare una soluzione alla vertenza Alcoa. Oppi e Cesa ricordano che "in questi giorni il Governo nazionale ha aperto un tavolo di trattativa con la Regione e la Glencore, società svizzera che dovrebbe acquisire l'Alcoa di Portovesme e garantire la ripresa dei lavori dello stabilimento di produzione di alluminio e i relativi livelli occupazionali". Inoltre sottolineano che "i segretari confederali dei metalmeccanici, Roberto Forresu della Fiom-Cgil, Rino Barca della Fsm-Cisl e Daniela Piras della Uilm-uil, esasperati come i lavoratori dai mesi di attesa, ormai da giorni sono saliti in uno dei silo dello stabilimento ad oltre 60 metri di altezza e non hanno intenzione di scendere se non dopo che da Roma arriveranno notizie positive sulla trattativa".

di Roberto Murgia

C'è una sola possibilità di trovare riparo sul tetto del silo, a sessanta metri d'altezza: il nastro trasportatore delle materie prime all'interno di un tunnel di lamiera con le pareti ancora intrise di carbone e pece. Rino Barca (Fim Cisl), Roberto Forresu (Fiom Cgil) e Daniela Piras (Uilm) ci devono trascorrere la maggior parte del tempo perché fuori piove e il vento soffia che è una bellezza. E' il reparto più nocivo dello stabilimento Alcoa di Portovesme, dove gli impianti (e i servizi di manutenzione) sono fermi dal 31 ottobre 2012.

"Consumiamo tante salviette per il viso - racconta Barca al telefono con l'ANSA - perché le folate fanno volare le polveri, ed è come se non ci lavassimo da settimane". In realtà solo dalle 3.30 di domenica notte, da quando hanno deciso di dar via alla clamorosa protesta - forse l'ultima, sperano - perché vorrebbe dire che il governo Renzi è riuscito a convincere Glencore, la multinazionale svizzera interessata all'acquisizione dello smelter, ad accettare le condizioni proposte nell'ultimo di una lunga serie di tavoli. Barca, 59 anni, una moglie e due figli, è alla sua seconda esperienza sul silo. "La prima volta salii nel 2012 e ci rimasi per quattro giorni. Allora - spiega - c'era il problema della fermata degli impianti Alcoa e chiedevamo che avvenisse in modo graduale. Fu un gesto dettato dalla disperazione". Come l'ultimo: "Ho una responsabilità morale, cosa posso dire a chi sta per perdere anche gli ammortizzatori sociali? E' questo che mi tormenta".

Roberto Forresu, 52 anni compiuti lunedì a 60 metri di altezza, non sente la stanchezza. "Eppure sono l'ultimo che va a dormire e il primo che si alza", dice. A casa l'aspetta sua moglie. "Abbiamo parlato ed era d'accordo, sa bene che faccio questo nell'interesse dei lavoratori, dei quasi trecento che entro il 2016 si troveranno senza il paracadute della Cig". Sul silo ha portato qualcosa da leggere, "ma non ho tempo, perché il telefono squilla di continuo, per questo ho con me tre caricabatterie".

"L'altra notte - ammette l'unica donna che protesta con i colleghi, Daniela Piras, 39 anni della Uilm - è stato davvero difficile. Non ho preso sonno per il rumore della pioggia contro la lamiera del tunnel, sono stanca, il mio corpo è irrigidito dal freddo, e ovviamente mi piacerebbe molto fare una doccia". Ma non ha intenzione di scendere giù, e non cambia idea nemmeno quando apprende dell'incontro del governatore Pigliaru col sottosegretario De Vincenti.

"Il Governo conferma il suo impegno affinché rimangano aperte le prospettive di ripresa del sito Alcoa - dichiara il presidente della Regione - Nei prossimi giorni saremo tutti impegnati a lavorare per raggiungere questo obiettivo". "Ma sulla volontà di tenere Glencore ancorata al tavolo si era già espresso", commenta la Piras.

Iniezioni di coraggio arrivano invece dalle tante manifestazioni di solidarietà ricevute in questi giorni, dai colleghi della Portovesme srl e dell'Enel ai consiglieri regionali di centrodestra e centrosinistra, sino ai sindaci del Sulcis Iglesiente che domani a mezzogiorno saranno sotto il silo. Ma i tre 'irriducibili' verranno giù solo per un buon motivo. "Siamo saliti con niente in mano - dice Barca - non possiamo tornare indietro senza aver ottenuto nulla".

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