Negata espulsione a 17enne pachistano

Sassari, inneggiò jihad sul web. Tribunale minori boccia istanza

(ANSA) - SASSARI, 15 MAR - No al rinvio a giudizio né all'espulsione, non ci sono prove del fatto che sia stato addestrato per compiere attentati e comunque, se dovesse essere rimpatriato in Pakistan, avrebbe più possibilità di aderire alla causa del radicalismo religioso e del fanatismo, con il rischio fondato di diventare un terrorista.

È la motivazione con cui il Tribunale dei minori di Sassari ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura dei minori e l'istanza di espulsione avanzata dalla Questura di Sassari per un pakistano di 17 anni. Il giovane vive a Olbia con la sua famiglia. Il padre era stato inizialmente collegato, senza mai essere inquisito, ad alcuni degli 11 connazionali arrestati quasi un anno fa e sotto processo a Sassari con l'accusa di aver costituito una cellula italiana di Al Qaeda.

Il ragazzo era finito nella lente di ingrandimento della Digos di Sassari per aver inneggiato alla jihad sul suo profilo Facebook e per delle immagini che lo ritraevano armato di kalashnikov. Nei suoi confronti pendeva la richiesta di espulsione e di rinvio a giudizio per "addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale". Per il Tribunale dei minori di Sassari il sospetto che in Pakistan il ragazzo avesse partecipato a un addestramento è infondato, e allo stesso tempo espellerlo e rimandarlo a casa lo esporrebbe maggiormente al rischio di sposare la causa della jihad.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Vai alla rubrica: Pianeta Camere