Percosse a disabili:al via interrogatori

Davanti al Gip direttore Aias e responsabile Centro Decimomannu

(ANSA) - CAGLIARI, 22 FEB - L'arresto per quattro dei 16 indagati nell'inchiesta sui presunti maltrattamenti al centro Aias di Decimomannu, è stato chiesto dal pm Liliana Ledda con un ricorso al Tribunale del Riesame. Il magistrato che coordina le indagini sulla bufera giudiziaria che ha investito l'associazione alle porte di Cagliari, si è rivolta al Riesame contro la decisione del Gip che aveva negato l'arresto sollecitato dalla stessa Ledda per alcuni degli indagati, scegliendo invece per tutti la misura cautelare della sospensione per sei mesi.

Il sostituto procuratore, secondo quanto si è appreso, ha chiesto l'arresto per quattro operatori socio sanitari che si sarebbero macchiati materialmente dei reati più gravi scoperti grazie alle telecamere piazzate dagli inquirenti nel centro di Decimomannu. Per una quinta persona il Pm potrebbe sollecitare un provvedimento di sospensione negato in prima istanza dal Gip.

RANDAZZO, MAI SAPUTO DI QUESTI ABUSI - Non era a conoscenza degli ultimi episodi di maltrattamento che avvenivano regolarmente nella struttura di Decimomannu ma in passato, ogni volta che gli era arrivata una segnalazione di comportamenti non corretti da parte dei dipendenti, aveva fatto scattare l'iter per il provvedimento disciplinare. Si è difeso così, davanti al Gip di Cagliari Giampaolo Casula, il direttore amministrativo dell'Aias Sardegna, Vittorio Randazzo, accompagnato dall'avvocato difensore Leonardo Filippi.

Dichiarazioni spontanee, non un vero e proprio interrogatorio, ma con anche documenti depositati per far pesare la 'sua' verità: ovvero che lui, da Cagliari dove opera nel quartier generale dell'Aias, non ha mai saputo dei soprusi scoperti nelle scorse settimane sui pazienti psichiatrici ospiti della casa protetta di Decimomannu. Randazzo ha consegnato al giudice una decina di provvedimenti disciplinari, con annesse sanzioni, da lui firmati quando in passato gli erano stati segnalati casi di maltrattamenti o comportamenti illeciti del personale del centro. Ma degli ultimi casi, ha spiegato il direttore regionale dell'Aias, nessuno aveva fatto parola con lui.

Il responsabile dell'associazione in Sardegna è accusato in concorso di percosse, maltrattamenti, lesioni personali e di aver omesso di informare i familiari dei pazienti di quanto accadeva nel centro. Stesse accuse mosse alla responsabile amministrativa del centro di Decimomannu, Sandra Murgia, che invece ha risposto alle domande del giudice che, nei giorni scorsi, aveva firmato l'ordinanza di interdizione dalla professione che ha sospeso per sei mesi i quattordici operatori sanitari finiti nell'indagine della Procura. A guidare gli investigatori c'è il pm Liliana Ledda che questa mattina ha partecipato agli interrogatori dei primi indagati, gli altri saranno sentiti domani. Ad esclusione di Murgia e Randazzo, stando alle prime indiscrezioni, gli altri operatori convocati e sentiti oggi dal Gip si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere.

VIA AGLI INTERROGATORI - Ha risposto alle domande del Gip, Giampaolo Casula, la responsabile amministrativa del centro Aias di Decimomannu (Cagliari), Sandra Murgia, mentre il direttore amministrativo dell'intera Aias Sardegna, Vittorio Randazzo, ha fatto una dichiarazione spontanea davanti al giudice. Sono iniziati così questa mattina gli interrogatori di garanzia dei 14 operatori sanitari finiti nell'inchiesta della Procura di Cagliari per maltrattamenti sui pazienti disabili e raggiunti da ordinanza che ne sospende l'autorizzazione a operare in strutture pubbliche o convenzionate.

Randazzo e Murgia, difesi dagli avvocati Leonardo Filippi e Pietro Loriga, sono accusati in concorso di percosse, maltrattamenti, lesioni personali e di aver omesso di informare i familiari dei pazienti di quanto accadeva nel Centro. Gli interrogatori degli altri operatori proseguiranno oggi e doman: molti potrebbero decidere di non rispondere al magistrato.

L'inchiesta dei carabinieri del Nucleo di polizia giudiziaria della Procura, guidati dal col. Gavino Asquer, e dei militari del Nas, diretti dal cap. Davide Colajanni, era deflagrata nei giorni scorsi con la notifica delle misure cautelari interdittive, firmate dal Gip Casula su richiesta del pm Liliana Ledda. Sui maltrattamenti ai pazienti con disturbi psichici nella sede Aias di Decimonannu, ripresi dalle telecamere installate dagli investigatori, era intervenuta anche il ministro Lorenzin annunciando tolleranza zero nei confronti di chi si macchia di crimini così gravi.

 

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