Bufera Aias: "com'è morto mio fratello?"

A "Chi l'ha visto" la denuncia del familiare di un paziente

(ANSA) - CAGLIARI, 18 FEB - Ha affidato alle telecamere e ai microfoni della trasmissione di Rai Tre "Chi l'ha visto?", la sua denuncia e soprattutto i suoi interrogativi: "voglio sapere come è morto mio fratello". Maurizio Onnis ha raccontato la sua storia, più precisamente quella del fratello Gianfranco, ospite dell'Aias di Decimomannu - finita nella bufera giudiziaria per le percosse ai pazienti - fino a due anni fa, quando è morto dopo un ricovero in ospedale.

"Mio fratello ha avuto una meningite quando aveva sette mesi - racconta Maurizio rispondendo alle domande di Federica Sciarelli - e viene ricoverato all'Aias, io nel frattempo vado a lavorare in Svizzera". Il padre, secondo quanto emerso nel corso del programma, paga la retta per la struttura per diverso tempo, ma poi a causa di problemi economici smette: gli viene così tolta la potestà genitoriale e ritirato il libretto della pensione del fratello. "Mio padre muore poco dopo questo episodio - ricostruisce ancora Maurizio - io chiedo il fascicolo di Gianfranco, che mi viene dato solo prima che morisse".

Nel corso della trasmissione vengono mostrate delle foto fatte dallo stesso Onnis al fratello e utilizzate per alcuni esposti in Procura. Foto su presunti maltrattamenti avvenuti nella struttura. "Mio fratello mi dice che lo picchiano, che lo bruciano - denuncia Maurizio in tv - ha anche segni di bruciature di sigarette, ma mi dicono che si è fatto male da solo". Da qui diversi esposti. "Ne ho presentati nel 2001, nel 2004 e nel 2012 - conferma Onnis - chiedendo di poterlo portare via ma non me lo hanno dato. Mio fratello mi chiamava, 'Maurizio Maurizio a casa a casa', lui aspettava ma io non potevo prenderlo, nemmeno per una giornata".

Dopo l'ultimo esposto il giudice ha nominato anche un consulente. "Io attendevo la decisione finale da ottobre del 2013, poi mio fratello è morto", ricorda Maurizio. In uno dei suoi esposti l'uomo ha anche inserito la fotografia di un paziente con le mani bloccate dal nastro adesivo. "Avevo visto un carrello pieno di nastri - racconta - ma per quella foto sono stato a mia volta denunciato". Il racconto di Maurizio Onnis, le sue denunce e le foto mostrate in tv verranno ora acquisite dai carabinieri del Nas di Cagliari, autori del blitz nella sede Aias di Decimonannu, che in questi giorni stanno raccogliendo altre segnalazioni.

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