Città metropolitane: chance di Cagliari

Sfida per giocare ruolo di 'hub' di attrazione e di risorse

(ANSA) - CAGLIARI, 29 GEN - Se il rilancio parte dalle città metropolitane, allora per Cagliari è appena scattato. Il nuovo status, infatti, risale a mercoledì scorso, con il via libera definitivo del Consiglio regionale alla legge di riforma degli enti locali. Con 17 comuni, 450mila abitanti, si tratta dell'ultima nata in Italia tra le città metropolitane. Appena in tempo per entrare a far parte delle 14 realtà oggetto del congresso promosso oggi dall'Anci a Firenze, "Forum Start. Città metropolitane, il rilancio parte da qui".

I dati illustrati in Toscana parlano di un 35% della popolazione sarda concentrata in questo "polo di accumulazione baricentrico". Che avrà la missione "di promuovere uno sviluppo equilibrato del territorio metropolitano, oggi caratterizzato da forti disparità, a partire dai livelli di reddito - il Comune capoluogo ha un reddito medio 1,6 volte superiore a quello della cintura: 15mila euro contro 9mila - e di innovare i servizi della Pubblica amministrazione. Alla luce di queste sfide, secondo il report presentato a Firenze, Cagliari città metropolitana "può giocare il ruolo di 'hub' di attrazione e di catalizzatore di visibilità e risorse".

In che modo? Attraverso la valorizzazione di un mix di competenze presenti nel territorio: la neweconomy digitale, con focus sull'Ict e sui servizi di Internet service provision; la ricerca per le tecnologie per la salute; l'industria del mare; il turismo di alto livello. E le start up: Cagliari è al primo posto nella classifica nazionale delle nuove imprese con fatturato superiore ai due milioni di euro, cinque tra le produttrici di software e otto per le innovative di servizi. Il potenziale è alto. Basti pensare alla presenza di alcune importanti realtà, come il centro Sardegna Ricerche, il Parco scientifico e tecnologico Polaris e il Crs4, il Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna nato come gemmazione dal Cern di Ginevra, oltre che a facoltà di ricerca degli Atenei di Cagliari.

Secondo lo studio presentato oggi, "il territorio dovrebbe 'ibridare' le competenze in campo high-tech e di innovazione, applicandole all'innovazione dei servizi della Pubblica amministrazione" ma anche al settore turismo che dovrebbe puntare alla riqualificazione di un'offerta di alto livello riconoscibile a livello internazionale, "con l'obiettivo di destagionalizzare i flussi, anche attraverso il rafforzamento dei collegamenti aerei".

Strettamente collegato è infine l'asse di sviluppo che attiene "all'economia del mare e al suo indotto", considerate le attività logistiche (Cagliari è il quarto porto merci a livello nazionale), crocieristiche (sono transitati dallo scalo circa 260mila passeggeri, +300% rispetto alla media del decennio 2004-2014) ed economiche legate alla filiera del mare (il cagliaritano conta circa il 40% delle imprese operanti nell'Isola su pesca, trasporto marittimo e magazzinaggio)..
   

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