Emergenza idrica: varato tavolo tecnico

Acqua per 40 giorni in alcuni invasi, soluzioni immediate

(ANSA) - CAGLIARI,10 NOV - Dopo la riunione tecnica di questa mattina, è arrivato il via libera della Giunta regionale al tavolo per l'emergenza idrica che dovrà accertare entro la settimana se ci sono i presupposti tecnici per chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza al governo nazionale.

"La Regione ritiene che già da ora si possano realizzare alcuni interventi ma che comunque si abbia bisogno dei poteri speciali per realizzare quelli strategici e risolutivi - spiega l'assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda - Le norme vigenti impongono che, per richiedere lo stato di emergenza, servano relazioni tecniche che acquisiremo in questi giorni in modo che martedì prossimo la Giunta chieda al governo la dichiarazione dello stato di emergenza per queste aree".

"Abbiamo già comunicato tutta la situazione alla Protezione Civile. Ci stiamo muovendo con il giusto anticipo per evitare di arrivare impreparati a una eventuale situazione critica come è successo a Messina. Per superare questa nuova emergenza, che si ripresenta ogni anno in Sardegna in questo periodo - conclude Maninchedda - siamo pronti a rimodulare tutte le risorse necessarie".

INVASI QUASI VUOTI - E' questa la risposta immediata davanti alla carenza d'acqua negli invasi della Gallura e della Barbagia di Bitti: nel bacino di Sos Canales ce n'è per soli 40 giorni, 60 nella diga di Mannu e 90 nel Liscia.

Entro martedì prossimo si dovranno tirare le somme per pianificare le opere già individuate oggi: il miglioramento prese d'acqua dei bacini, la riattivazione delle connessioni tra i bacini per creare la cosiddetta "ridondanza", interventi sui potabilizzatori sui quali Abbanoa sta già lavorando e il ripristino di pozzi esistenti e abbandonati. Del tavolo per l'emergenza faranno parte l'assessorato dei Lavori Pubblici, il Distretto idrografico, Arpas, Protezione Civile, Egas, Abbanoa ed Enas.

L'idea è quella di velocizzare tutte le operazioni possibili con le leggi vigenti per migliorare la qualità dell'acqua e fronteggiare la carenza della risorsa idrica. Attualmente secondo il monitoraggio mensile del Distretto idrografico, pubblicato sul sito della Regione, nel sistema dell'Alto Coghginas è presente solo il 36% del volume autorizzato, cioè 13,8 mln di metri cubi d'acqua rispetto a una capienza massima di 37,7 mln, nel Liscia, invece, su 104 mln di metri cubi autorizzati ce ne sono solo 35,9 mln.

Alla crisi dei bacini si aggiunge il problema della potabilità dell'acqua in molte reti comunali del centro e nord Sardegna a causa del superamento dei valori previsti per le sostanze potenzialmente nocive per la salute. Molti sindaci hanno già emanato le ordinanze di divieto mentre cittadini e associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e minacciano, come in Gallura, di promuovere una class action contro Abbanoa, il gestore delle risorse idriche nell'Isola.
   

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