Miniera occupata: prima notte a -180 metri

La protesta a Olmedo continua a oltranza, chiedono un futuro

(ANSA) - OLMEDO (SASSARI), 29 SET - Sono stanchi ma sereni i lavoratori che da ieri mattina hanno occupato la miniera di Olmedo per protestare contro la S&B Industrial Minerals, la società greca che detiene la concessione mineraria dal 2007 e che lo scorso aprile ha deciso di dismettere l'attività di estrazione di bauxite e di mettere in mobilità i 35 dipendenti. In dieci hanno trascorso la notte a 180 metri di profondità, dandosi il cambio ogni tre ore per presidiare l'imbocco dell'impianto e tenere i contatti con il mondo esterno. Gli altri lavoratori sono in presidio permanente ai cancelli dell'impianto. Oggi è attesa la visita della polizia mineraria, il corpo ispettivo che fa capo all'assessorato regionale dell'Industria. Un arrivo programmato, domani iniziano infatti le attività che porteranno al pronunciamento della Regione sulle manifestazioni di interesse tese alla ripresa dell'attività estrattiva, ma il nuovo inasprimento della protesta ha accelerato i tempi. I funzionari della polizia mineraria incontreranno i minatori e verificheranno le condizioni di sicurezza del sito. "Ma l'occupazione - annunciano i contestatori - andrà avanti comunque". (ANSA).

di Gian Mario Sias

(ANSA) - SASSARI, 28 SET - La protesta dei minatori di Olmedo si inasprisce. A oltre cinque mesi dalla loro messa in mobilità, i 25 lavoratori dell'impianto estrattivo di bauxite in provincia di Sassari hanno deciso di occupare nuovamente il sito. Ormai da più di 12 ore hanno trasformato una delle officine, a 180 metri di profondità, in un presidio permanente di protesta. Sono in otto, e sono tenuti in collegamento con l'esterno grazie alla staffetta di altri due colleghi, che si sono fermati all'imbocco della cava. Fanno da tramite tra chi sta sotto terra e gli altri minatori, fermi ai cancelli di ingresso dell'impianto.

Protestano perché sono "stanchi di essere presi in giro dalla S&B Industrial Minerals", denunciano gli occupanti. Si tratta della multinazionale greca che dal 2007 detiene la concessione mineraria della Regione Sardegna per l'attività estrattiva. Per accordi commerciali con altre società che operano nel settore a livello internazionale, S&B ha deciso di dismettere l'impianto. Era l'inizio di aprile, e da quel momento in poi è iniziata la mobilitazione dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni e di tutta la comunità olmedese. Tra le battaglie per la cassa integrazione e quelle contro la decisione di reclutare altro personale per le attività di ripristino del sito, obbligatorie prima di andare via e di rinunciare definitivamente alla concessione, tra due giorni arriva un'altra tappa cruciale. Il 30 settembre la Regione si pronuncerà sulla manifestazione di interesse per la ripresa dell'attività estrattiva.

E i minatori hanno deciso di farsi sentire. Ancora, con il solo sistema che gli è rimasto per far valere le proprie ragioni. "Restiamo qui a oltranza", annunciano. Comunicano tramite cordless con i loro compagni, che si prodigano per portare loro da mangiare e per qualsiasi necessità. Passeranno lì anche la notte, per ingannare il tempo hanno fatto una scorta di libri e di carte da gioco. "Dopo la rinuncia alla concessione abbiamo avviato il percorso per l'avviso pubblico, mi auguro che ci siano delle proposte", spiega l'assessore regionale dell'Industria, Maria Grazia Piras. "Sosteniamo i lavoratori della miniera di Olmedo nella protesta contro l'atteggiamento irresponsabile della società che gestisce il sito, alla quale chiediamo di porre immediatamente fine a un comportamento intollerabile", chiedono i sindacati. Anche a 180 metri di profondità, i minatori di Olmedo non sono soli.

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