Sardegna:Pili,referendum su indipendenza

Deputato Unidos lancia da nuraghe mobilitazione libertà statuale

(ANSA) - CAGLIARI, 26 SET - "Lo Stato nega alla Sardegna i diritti fondamentali, dai trasporti all'energia, dal riequilibrio insulare a quello infrastrutturale. E tratta l'Isola come una colonia sottomessa, scaraventa sulla nostra terra tutte le attività più invasive e pericolose, dalle basi militari a quelle inquinanti", così il deputato di Unidos Mauro Pili nel pomeriggio, davanti alla fortezza nuragica di Losa, nel centro Sardegna, ha annunciato la presentazione alla Camera, per la prima volta dopo 68 anni dalla Costituzione, di una proposta di legge per un Referendum popolare teso al riconoscimento dell'indipendenza e per l'autodeterminazione del Popolo Sardo. "Lo Stato usa banche e Equitalia per sfrattare povera gente e mettere in ginocchio imprese e cittadini - ha sottolineato Pili - tenta di sfruttare il nostro isolamento per collocare scorie nucleari e isolare profughi, usa indisturbato ruspe di Stato sui Giganti di Monte Prama, cancella la dignità dei docenti sardi e devasta la scuola. Un Popolo libero e coraggioso, una comunità che non vuole continuare a subire e soccombere, deve reagire. Per questa ragione dinanzi ad impegni disattesi, alle continue violazioni di norme costituzionali, ai reiterati tentativi di annientare lo Statuto Sardo bisogna mettere in campo azioni straordinarie a partire dall'autodeterminazione del Popolo. Dopo reiterate azioni dello Stato, attraverso i governi di ieri e di oggi, tutte tese a ridurre i poteri speciali della Sardegna, non resta che perseguire una strada obbligata: l'autodeterminazione e l'indipendenza. Non indipendenza velleitaria ed estremista, ma razionale e moderna, non isolazionista ma aperta al mondo. In questa direzione la strategia è chiara: libertà statuale, economica, culturale. Il processo per l'autodeterminazione sarà legislativo, giudiziario e politico-culturale". "E' un passo decisivo che apre uno scenario inedito per la Sardegna - ha aggiunto Pili - perché per la prima volta lo Stato, a partire dal Parlamento, dovrà prendere atto di un percorso concreto e definito per l'autodeterminazione. La proposta costituzionale che traccia un percorso legislativo definito e verificato dovrà essere vagliata nei prossimi giorni dalla Presidenza della Camera. Il primo passo è stato compiuto il 22 settembre scorso con la presentazione a mia firma alla Camera della proposta di legge recante: Norme costituzionali per il riconoscimento dell'autodeterminazione del Popolo Sardo attraverso referendum popolare". (ANSA).

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