Nigiotti, ho vinto su chi mi dava per spacciato

"Torno al festival da Big con Nonno Hollywood ma senza chitarra"

Redazione ANSA ROMA

  Non ha mai smesso di provarci. Dieci anni fa entrava nella scuola di Amici (abbandonata poi prima del tempo), nel 2015 è salito sul palco dell'Ariston tra le Nuove Proposte (arrivando terzo), nel 2017 si è rimboccato le maniche ed è ripartito di nuovo da X Factor (di nuovo terzo). Ora Enrico Nigiotti, livornese classe '87, dopo un 2018 che ha segnato importanti collaborazioni come autore con artisti come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, è in gara al festival di Sanremo tra i big con il brano Nonno Hollywood.

  "Non ho mai vinto niente, ma ho vinto contro chi mi dava per spacciato. E ora sono di nuovo a Sanremo: e non è importante la categoria, è importante esserci", dice il 32enne toscano, anche se non nasconde di aver pensato in passato di lasciare la musica. "Prima di X Factor, ho pensato di trasferirmi alle Canarie, di fare il barista lì e magari scrivere a tempo perso. Insomma, stavo per arrendermi. Invece ora è un anno e mezzo che faccio seriamente questo mestiere. Del resto, c'è sempre tempo per fare un lavoro che non ti piace". Più consapevole, più sereno, si è dato anche delle regole: "non fare più cazzate, fare meno il livornese, contare fino a 10 prima di parlare, svegliarmi presto, avere sempre la chitarra in mano. Insomma...sto invecchiando", chiosa scherzando.

  Il brano sanremese, che sarà contenuto nella riedizione di "Cenerentola e altre storie...", in uscita il 15 febbraio (Sony Music), è dedicato al nonno con cui andava a lavorare in campagna, svegliandosi la mattina alle 5.30. "Una canzone nata di getto la sera d'agosto in cui è morto. Avevo già presentato la mia candidatura a Sanremo con un altro brano, l'ho cambiato in corsa. Avrei preferito non scriverlo, ma è un regalo esserci proprio con questo brano. Sono felice ed orgoglioso". Un brano piano e voce, intimo e autobiografico, che nella sera dei duetti vedrà la partecipazione di Paolo Jannacci. "Volevo un musicista, non volevo fare un duetto su un brano così personale. E lui è un pianista della madonna. Sarà una collaborazione molto musicale, piano, voce e orchestra", spiega Nigiotti che per la prima volta salirà sul palco senza la sua fedele chitarra. "E' quella la vera novità, il mio nuovo vecchio stile".

  Dal festival non si aspetta di vincere ("se non ho mai vinto niente, perché dovrei farlo ora?"), ma lo considera un'opportunità per far conoscere la sua musica, "per far entrare qualcuno di più nel mio mondo, in una edizione variegata, con generi diversi per tutti i gusti".

  Nella riedizione dell'album uscito lo scorso anno, oltre a Nonno Hollywood, c'è anche un altro inedito: "La ragazza che raccoglieva il vento", dedicata alla poetessa Alda Merini, che per anni visse in ospedali psichiatrici. "L'ho scoperta 10 anni fa - racconta -, con la sua storia personale assurda. Raccontava in modo dolce fatti atroci che aveva vissuto. Mi arrivava il suo malessere romantico: la mia è più una dedica alla sua anima che alla sua persona". Da aprile Enrico Nigiotti sarà in tour nei teatri, "dove anche i silenzi hanno rumori".
   

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