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Sindrome down, storie comuni di autonomia realizzata

Grazie a piccole imprese che hanno offerto opportunità di lavoro

03 ottobre, 19:19
Sindrome down, storie comuni di autonomia realizzata Sindrome down, storie comuni di autonomia realizzata

C'e' Francesco, che ha 21 anni e vive a Brugnera, un piccolo paese in provincia di Pordenone. È nato con una forma a mosaico di sindrome di Down. Grazie al suo impegno e al sostegno di genitori e amici ha raggiunto traguardi importanti. Come il diploma all'Istituto professionale alberghiero di Vittorio Veneto (Treviso), sezione enogastronomia, e il superamento dell'esame per il conseguimento della patente B. Fra le sue passioni più grandi, oltre alla cucina, c'è la ginnastica artistica acrobatica che pratica da alcuni anni con ottimi risultati.

Ma ci sono anche Andrea, Gragor, Martina, Francesco e Laura, assunti a tempo indeterminato al Milleluci Café di Firenze, in un progetto di inclusione lavorativa nato dalla collaborazione fra l'Associazione Trisomia 21 e l'Unicoop. Dopo un periodo di formazione, i ragazzi hanno imparato a occuparsi del banco caffetteria e della cucina, a servire bibite e panini, accogliere e gestire i clienti in sala. Una curiosità? Il nome del locale l'hanno scelto loro stessi, immaginando un posto pieno di luce ed energia.

Queste alcune storie diffuse da Coordown in occasione della giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, dedicata a coloro che riescono a realizzare, ciascuno secondo le proprie possibilità, una personale dimensione di autonomia. Tra le storie che descrivono inclusione sociale e autonomia ci sono poi quelle di Alice, Gabriele, Simone e gli altri ragazzi che lavorano stabilmente nel bar 21 grammi a Brescia, e quella di Spartaco e Elena, che formano una coppia da ormai cinque anni e hanno concretizzato il sogno di vivere insieme grazie al progetto di autonomia abitativa "Casa al Sole" di Pordenone.

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