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Psicologa, per 7 donne italiane su 10 è incubo terrorismo

I giovani sono meno spaventati. Gli uomini temono i viaggi

20 maggio, 20:07
Aeroporto Fiumicino Aeroporto Fiumicino

La paura del terrorismo, dopo i recenti attentati, dilaga soprattutto tra le donne italiane tra i 25 e i 55 anni, vero e proprio incubo per 7 su 10. I giovani si dicono invece meno spaventati mentre gli uomini adulti temono soprattutto i viaggi. Sono alcuni dei dati del sondaggio online raccolti dall'Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap), che ha voluto 'misurare' l'influenza della minaccia terroristica sulla vita quotidiana degli italiani.

Secondo i dati del sondaggio, al quale hanno risposto 1300 persone, ''per i giovani tra i 18 e i 25 anni, il terrorismo non ha inciso fortemente sull'organizzazione della vita - spiega Paola Vinciguerra, presidente Eurodap -. Solo nel 20% dei casi, infatti, è stata descritta un'attenzione nel quotidiano, specialmente nell'uso dei mezzi di trasporto. E non dà sicurezza la maggior presenza di controllo negli aeroporti, stazioni o in città. Il livello di paura, cioè, non è alto ed è relativo al periodo immediatamente successivo ad un attentato''. Sono invece le donne ad avere più paura del terrorismo, che ha cambiato il loro approccio alla vita di tutti i giorni: ''Il 70% delle donne intervistate - afferma Vinciguerra - ha dichiarato che il fenomeno terrorismo è entrato come forte elemento condizionante nella propria vita. Influenza il movimento in città, le scelte delle mete turistiche ma anche la scelta di programmi giornalieri come fare shopping nei centri commerciali, andare al cinema, al ristorante, frequentare luoghi affollati anche in strada. Quando ci sono di mezzo i figli la paura poi aumenta e per l'80% del campione femminile la presenza delle forze dell'ordine assicura una sensazione importante di protezione".

Per quanto riguarda il campione degli uomini adulti, invece, il 60% ha affermato che il terrorismo ha modificato alcune abitudini di vita, in modo particolare la scelta dei viaggi, ma la maggiore presenza delle forze dell'ordine non rassicura. ''Per combattere il terrorismo - sottolinea Vinciguerra, che analizza questo tema nel nuovo libro 'Terrorismo. Impariamo a vincere la paura' (Minerva Edizioni) scritto con Eleonora Iacobelli - abbiamo innalzato barriere, intensificato i controlli, abbiamo reso più rigidi i nostri comportamenti, tentando di prevedere le situazioni a rischio. Il risultato è stato di limitare, forse, i danni, ma è inevitabilmente aumentato il livello di paura e stress. Le precauzioni adottate, però, in realtà non servono a nulla, se non ad illuderci di vivere al sicuro''. Il consiglio, conclude la psicologa, è invece quello di ''lavorare su se stessi, cercando di migliorare lo stato emotivo per vivere non sentendosi costantemente minacciati. Bisogna cioè imparare a interpretare la propria vita diventando attori che incidono sul percorso degli eventi e non comparse che debbono solo proteggersi rispetto a realtà minacciose''.

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